23/02/2012

Sesso, gli italiani non lo fanno - CLICCA FOTO-

MARITO-MOGLIE-LETTO2.jpgSesso, gli italiani lo fanno di meno. Sono trascorsi i bei tempi in cui si diceva che lo Stivale era la patria della passione. E, così, sulle magliette si potrebbe ritrovare invece di “Italians do it better”, “Italians do it less and less”, gli italiani lo fanno sempre meno. Non si parla dirapporti occasionali, si tratta di un fenomeno che colpisce soprattutto chi è in una coppia stabile.

Dopo il declassamento economico di Standard and Poor’s arriva quello del sesso, stavolta da parte di Onepoll.com, che ha intervistato 15mila donne provenienti da 20 nazioni: al primo posto ci sono gli spagnoli, al secondo i brasiliani, mentre gli italiani sono solo terzi e i francesi quarti. La coppia italiana scoppia? Forse la crisi econonomica c’entra qualcosa.Sì, perché il sesso si fa di meno perché la donna ha un sensibile calo del desiderio: presa dal lavoro, dalla famiglia (ecco perché le coppie sono le più colpite), dai bambini, è più stressata, dorme mediamente meno e assume più zuccheri e carboidrati, che abbassano la voglia di sesso. La produzione continua diadrenalina fa essere le donne più irritabili e anche se il sesso potrebbe essere un buon rimedio, vi si ricorre poco.

La sessuologa Alessandra Graziottin ha spiegato il fenomeno in questo modo:

«Le donne sono in una condizione di costante stress, dormono meno di quanto dovrebbero, sei ore e mezza anziché otto, producono cortisolo e adrenalina a tutto spiano, perciò sono più aggressive e irritabili. La mancanza di sonno sollecita la voglia di grassi e zuccheri, e questo abbassa la libido. Poi ci sono i bambini, il lavoro, le preoccupazioni. è una situazione di allerta senza interruzioni. Per il sesso di qualità ci vuole tempo, e il tempo non c’è mai. Fare l’amore è diventato come timbrare il cartellino, o come lavarsi i denti, qualche volta anche meno piacevole. All’impoverimento economico si è accompagnato un impoverimento sentimentale. Nessuno è il più grande amante in queste condizioni.»

L’amore ai tempi della crisi è un brutto affare e se Raffaella Carrà cantava “quant’è bello far l’amore da Trieste in giù” invitando alla promiscuità sessuale, oggi il suo monito valga come un invito, non tanto alla promiscuità, quanto a prendere le redini del proprio rapporto tra le lenzuola.

Fonte: La Stampa.

I comportamenti femminili più odiati dagli uomini -CLICCA FOTO-

DO.jpgLe dieci abitudini più comuni del sesso femminile che infastidiscono gli uomini. La lista è stata creata dallo scrittore inglese Giles Coren, come leggiamo sul DailyMail.A cena, non ordinare il dessert e poi mangiare il suo. Questo è un classico delle donne che dopo una cena con antipasto, primo e secondo dicono che spazio per il dolce proprio non ce n’è, però, quando il partner lo ordina, chiedono di farsi portare un cucchiaino in più per rubargliene un po’, se non mangiarne la metà.Ingorgare la vasca da bagno con i capelli. Capita molto spesso che lo scarico dei sanitari del bagno come la doccia, o il lavandino si intasino a causa dei capelli che formano un tappo per cui l’acqua non scende più, rendendo necessario un lavoro impegnativo con la ventosa o altri prodotti, che quasi per certo, toccherà all’uomo. Questo non irrita molto il partner, perchè comunque può capitare, ma la goccia che fa traboccare il vaso è sentirsi dire:“Non devono essere per forza miei i capelli!”.Non portare via mai un libro in vacanza, ma appropiarsi di quello del partner. Prima di partire sicuramente quella di fare la valigia sarà l’impresa più ardua, soprattutto perché sarà piena di quasi tutti i vestiti che possiede, per non farsi cogliere impreparata a qualsiasi occasione. Ma sicuramente quello che non metterà in valigia sarà un libro da leggere. Per certo porterà quelle due o tre riviste che sfoglierà in aereo per poi buttarle vie appena raggiunta la destinazione. Non avendo più niente da leggere, e se il compagno avrà invece con sé un buon romanzo, che cerca di leggere da mesi, lei se ne approprierà e lo leggerà per tutta la vacanza.

Rifiutarsi di dare un’opinione quando viene richiesta. Ciò è ben diverso da non avere un’opinione però. Se per esempio il partner chiede “Dove vuoi andare a mangiare stasera? Pizzeria? Sushi? Messicano?” lei risponderà che è indifferente, e di scegliere lui. Solo però quando sarete seduti al tavolo insieme lei potrà esordire con “Sapevi benissimo che io preferivo il Sushi!”. Questa è una sorta anche di prova che a volte le donne si divertono a sottoporre ai loro compagni per vedere quanto davvero le conoscono.

Dire che ciò che attrae una donna di un uomo è il senso dell’umorismo. Cosa che la maggior parte delle volte non è assolutamente vera. Molte donne sostengono che il senso dell’umorismo sia un fattore molto importante caratterialmente, ma quanto conta davvero? Farebbe qualche differenza se lui fosse alto, atletico, ricco, e in ogni caso gentile? La risposta tutte le donne la sanno, ma il fatto è che gli uomini ormai a questa storia, non ci credono più.

Arrendersi sempre a metà del gioco. Che sia tennis, golf, pallavolo ma anche scala 40, capita quando lei sta perdendo e lui inizia a diventare sempre più competitivo, ancor di più rispetto a quanto lo sia già di natura. Irrita l’uomo perché ovviamente così facendo non gli si dà la soddisfazione di vincere, anche se avrebbe vinto comunque.

Non essere mai soddisfatta della camera di un hotel. Dopo un lungo viaggio per arrivare alla destinazione, la prima cosa che gli uomini fanno è quella di buttarsi sul letto e fare il benedetto pisolino. Le donne invece, dopo aver minuziosamente esaminato ogni dettaglio, si metteranno al centro della stanza con le braccia sui fianchi e inizieranno a sostenere che questo non è quello che avevano prenotato. Così facendo poi cercheranno di convincere lui ad andare a reclamare alla reception per farsi cambiare stanza.

Parlare con gli animali. Una tra le tante cose che gli uomini non sopportano è quando le donne si mettono a parlare con i propri cuccioli come se fossero persone. Certamente, se tutte quelle stesse attenzioni le dedicassero a loro, non sarebbero però poi così dispiaciuti. Sintomo involontario di gelosia?

Lasciare il volume della radio della macchina alto. Quando è stata lei l’ultima ausare la macchina è possibile che lasci il volume della radio al massimo, sintonizzata su una stazione con musica pop, nella maggior parte dei casi. Lui, alla mattina, per andare a lavorare, sale in macchina e la prima cosa che fa è accendere la radio, aspettandosi però il solito programma di news o la musichetta soft da dolce risveglio. Invece no.

Discutere sulle capacità delle donne del mondo dello sport. Infinite discussioni sul fatto che essendoci parità tra i sessi, è giusto che le donne ricevano gli stessi premi nelle varie competizioni atletiche e possano avere capacità competitive pari a quelle degli uomini. Una volta però che comincia la gara, lei guarda solo quando gareggiano gli uomini perché sono sudati, e più sexy, mentre le gare femminili vengono snobbate perché considerate noiose.

06:07 Scritto da: ang2011 in news | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |  del.icio.us |  Facebook

22/02/2012

Lavorare troppo fa male -CLICCA FOTO X LEGGERE-

LA.jpgSpecie al cervello e al colon. La soglia critica? 55 ore settimanali

Lavorare troppo fa male alla salute. Non è solo la convinzione di ogni lavoratore, ma oggi anche una certezza scientifica. Sono diversi gli studi che si sono occupati delle conseguenze di una dose eccessiva di lavoro sulla salute e sul benessere fisico della persona. Tra gli ultimi, una ricerca finlandese, secondo la quale - con il passare degli anni - chi lavora più di 55 ore a settimana è a rischio di declino mentale che può portare anche alla demenza.

La settimana lunga incide sulla salute
La ricerca, guidata da Marianna Virtanen dell'Istituto finlandese di Medicina Occupazionale di Helsinki, è stata pubblicata sulla rivista “American Journal of Epidemiology”. I ricercatori hanno preso in considerazione 2214 funzionari inglesi di mezza età che sono stati sottoposti a cinque diversi test per valutare le loro funzioni mentali. Il primo test, per avere un livello di partenza, è stato fatto tra il 1997 e il 1999, il secondo test è stato fatto a distanza di cinque anni. Gli uomini inglesi che lavoravano più di 55 ore alla settimana hanno avuto un punteggio peggiore in due dei cinque test, quello sul ragionamento e quello sul vocabolario. L'effetto, inoltre, è risultato cumulativo, per cui più era lunga la settimana lavorativa e peggiore era il risultato del test.
Secondo Mika Kivimaki, uno dei collaboratori dello studio, “sarà ora importante esaminare se gli effetti osservati durano a lungo e se possono portare a declino mentale più serio come la 
demenza”.


Gli orari di lavoro e l'intestino
Anche gli orari di lavoro hanno il loro peso sulla salute e il benessere del lavoratore. In particolare per quanto riguarda l’intestino. Secondo uno studio guidato da Sandra Hoogerwerf dell'University of Michigan Medical School, i lavori organizzati secondo turni interrompono il ciclo biologico dell'intestino, favorendo l'insorgere di dolori addominali, stipsi e diarrea.
“Sappiamo che il colon ha un suo orologio biologico che generalmente fa sì che il primo movimento intestinale si abbia nelle prime sei ore del giorno”, ha spiegato Sandra Hoogerwerf. “Il lavoro basato sulla rotazione dei turni può creare sconvolgimenti anche cronici, con conseguenti irregolarità e dolori”. 

Troppo lavoro rende depressi -CLICCA FOTO-

LAV.jpgIl troppo lavoro rende depressi. Lavorare per 11 ore al giorno, infatti, aumenta di due volte e mezzo il rischio di cadere in depressione. È quanto emerge da una ricerca condotta da Marianna Virtanen della University College di Londra. 

Le giuste ore di lavoro giornaliero sono 7, al massimo 8.
I più colpiti dalla depressione sono risultati i giovani (spinti a lavorare di più per soddisfare le esigenze familiari e finanziarie), le donne e chi guadagna poco (spinto a lavorare di più per aumentare le entrate). Gli stakanovisti maschi con stipendi elevati e lavori impegnativi, invece, sembrano immuni dal pericolo di cadere in depressione.

“Sebbene lavorare di più possa aver occasionalmente apportato a dei benefici individuali e sociali – ha spiegato la dottoressa Marianna Virtanen del “Finnish Institute of Occupational Health” di Helsinki – è altrettanto importante riconoscere che lavorare per troppe ore al giorno espone ad un rischio maggiore di depressione”.

Il coautore della ricerca, Stephen Stansfeld della “Queen Mary University of London”, ha poi sottolineato che fare spesso gli straordinari può rendere le persone meno efficienti, con ripercussioni negative in termini di stress e preoccupazioni sulla vita al di fuori dell’ufficio.

Malati di sport, per 20-30% palestrati e' quasi mania -clicca foto x leggere-

pal.jpgLottano con proprio corpo, super allenamenti e sempre a dieta

Vanno in palestra anche tutti i giorni e diventano maniacali nel controllare l'aspetto fisico e l'alimentazione. Secondo l'Istituto di Medicina dello Sport FMSI di Torino cosi' sono gli sportivi ossessionati dal proprio corpo e si calcola che siano il 20-30% dei frequentatori abituali delle palestre. Vigoressia (quando fare fitness diventa un'ossessione e 'scolpire i muscoli' la principale occupazione), ortoressia (la mania di migliorare la salute con un'esasperata attenzione dietetica) e sindrome di Highlander (quando gli over 40 sono convinti di tornare giovani facendo sport come ragazzini): sono tutte patologie che cominciano con una passione per l'attività fisica, che via via diventa più intensa, fino ad assumere una connotazione maniacale (definita dismorfismo muscolare o anoressia inversa), e alla fine sfociano in un'esasperata attenzione per il cibo. 

Dagli studi Aidap (Associazione Italiana Disturbi dell'Alimentazione e Peso) risulta che il dismorfismo colpisce il 10% nei maschi che praticano culturismo e si manifesta intorno ai 19 anni. I ragazzi che ne soffrono hanno un'immagine di sé realmente alterata: si guardano e si vedono diversi da come sono. Nella fattispecie, non si vedono mai abbastanza muscolosi, continuano ad allenarsi senza mai essere soddisfatti. Un'altra sindrome e' quella di Highlander: risale circa agli anni 80, quando con il boom del jogging aumentarono le morti per infarto o per ictus tra i 60-70enni, perché è un'attività non indicata per quell'età, se non in maniera moderata e gli anziani spesso non ne percepivano la pericolosità. Infatti la corsa produce endorfine, che provocano dipendenza, come le droghe o gli anabolizzanti.

Il fenomeno delle ossessioni sportive oggi in Italia è in continuo aumento, soprattutto tra i maschi. Da qui nasce una fissazione eccessiva per il controllo alimentare e il consumo delle calorie fino a mangiare sempre di meno e a sostenere gli allenamenti avendo ingerito durante tutta la giornata solo un frutto o uno yogurt. Anche l'attenzione per l'alimentazione corretta, che di per sé non ha niente di malsano, può diventare una patologia: uno studio pubblicato sulla rivista Eating and Weight Disorders ha rilevato che su 400 soggetti ben il 7% soffre di ossessione nei confronti dei cibi sani e in maggioranza si tratta di uomini con un basso livello di istruzione. 

Tra le sportive quelle più a rischio nei confronti di un esercizio esagerato e, quindi, di un comportamento alimentare sbagliato, visto che i due fenomeni sono strettamente collegati, sono le ginnaste e le ballerine. Secondo una ricerca dell'Università del Minnesota pubblicata sull'American Journal of Health Promotion si tratta di ragazze che si allenano diverse ore tutti i giorni non per agonismo ma per mantenersi in forma, usano farmaci anoressizzanti, lassativi e diuretici, fino a procurarsi il vomito.(fonte ANSA)