Un pediluvio rigenerante con acqua e sale

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Il pediluvio è una di quelle piccole cure che di tanto in tanto o anche quotidianamente possiamo regalare ai nostri piedi, ma non solo ad essi. Maurice Mességué prescriveva pediluvi o maniluvi per curare. Infusi preparati non per l’ingestione ma per lasciare che la pelle assorbisse dall’acqua le sostanze benefiche delle erbe in essa disciolte.

Ma il pediluvio più arcaico che troviamo nella storia dell’uomo è quello fatto di acqua e sale, da millenni usato per dare sollievo a piedi stanchi e dolenti. E forse i primi uomini iniziarono a bagnarsi con acqua e sale proprio per ricreare in laboratorio quelle qualità che l’acqua di mare da sempre manifestava in quanto liquido rinfrescante, detergente, antibatterico e cicatrizzante. Nei secoli gli uomini di tutti gli angoli del mondo hanno sperimentato i benefici del sale o dei sali, diversi per composizione ed efficacia a seconda del luogo di estrazione, come ad esempio il Sale del Mar Morto, usato dagli Egizi così come dalla cosmesi contemporanea e rinomato per le sue proprietà curative per malattie della pelle, patologie cardiovascolari, patologie del sistema urinario, dell’orecchio, del naso, della gola, stress e altro ancora; oppure il Sale himalayano, detto anche Sale rosa, ottimo integratore alimentare per la ricchezza di minerali in esso contenuti, usato per lettini di sale, massaggi, e anch’esso efficace contro affezioni dell’orecchio, stati influenzali, dermatiti, congiuntiviti e verruche, giusto per fare un breve elenco dei suoi usi terapeutici.

Ma anche senza andare a cercare sali DOC possiamo facilmente procurarci del sale marino per poterci concedere 20-30 minuti di relax. Basterà una bacinella in cui far sciogliere un pugno di sale versando acqua a una temperatura poco più alta di quella corporea, poi sederci nella maniera più confortevole possibile (una sedia comoda o, meglio ancora, una poltrona) e immergere i piedi fino alle caviglie, muovendoli piano, di tanto in tanto, per godere ancor più del leggero massaggio che l’acqua ci procura già con la semplice immersione.

Un pugno di sale e pochi centimetri d’acqua tiepida o calda ed ecco che possiamo regalarci una coccola ottima per concludere la giornata. Mettere a bagno i piedi è mettere un po’ a mollo la mente, creando un angolino di quiete e restando nudi dalle caviglie ai polpacci, come fossimo seduti in riva al mare. Ed è proprio un po’ di mare quello che prepariamo con una manciata di cloruro di sodio sciolta in acqua. E se usiamo sale iodato siamo ancor più vicini all’aver ricomposto domesticamente un piccolo volume di quella Grande Acqua dalla quale la vita un giorno migrò sulla terra ferma. In un certo senso, ricreando la base di tutti gli oceani, ritorniamo alla base della vita: basti pensare che la maggior parte dei fluidi e dei tessuti degli esseri viventi contiene in qualche misura del sale, per non parlare, ovviamente, della percentuale d’acqua.

Ma il sale è stato anche elemento prezioso e fondamentale sin dagli albori di tutte le civiltà. Probabilmente la prima industria, la prima forma di produzione, furono le saline, dopo che gli umani da raccoglitori-cacciatori divennero agricoltori-allevatori, circa diecimila anni fa. Era necessario conservare gli alimenti e il sale col suo potere disidratante divenne indispensabile. Nondimeno in età assai lontana iniziò lo sfruttamento delle prime miniere di sale. La più antica miniera del mondo è proprio una miniera di sale e si trova vicino Hallstatt in Austria e risale all’Età del bronzo, ed è probabile che i primi insediamenti umani nella zona, databili intorno a 7000 anni fa, siano legati proprio alla ricchezza di sale della località.(fonte più sani più belli)

Un pediluvio rigenerante con acqua e saleultima modifica: 2011-10-12T17:41:23+00:00da ang2011
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