Il gelato può sostituire un pasto?

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La data ufficiale della sua nascita risale al 1565, alla corte di Cosimo De’ Medici. Suo creatore fu Bernardo Buontalenti, architetto di fama, noto anche per le sue capacità nell’organizzare feste e spettacoli. Si dice che la ricetta provenisse da antichi testi della Roma imperiale. Il successo fu enorme, allora come oggi. È il gelato, un piacere da sempre legato all’immagine dell’estate che non ha età. Ma farà bene? È veramente un alimento completo?

Senz’altro. Ai gelati, soprattutto a quelli artigianali, più ricchi di prodotti quali latte, uova e frutta, va riconosciuto un certo valore nutritivo. Sotto questa luce il gelato può essere considerato un integratore, un modo per far consumare il latte anche a chi non ama questo alimento in forma liquida, un completamento dell’alimentazione per chi ha problemi di masticazione, un prodotto dolce che non ha un valore calorico tale da renderne pericoloso un consumo ragionevole.

È importante però distinguere tra gelato e gelato. Ci sono infatti i gelati cremosi, composti essenzialmente da latte e uova, e i sorbetti, i cui costituenti fondamentali sono gli zuccheri e la frutta.
“Per l’elevato contenuto di proteine e sali minerali – sostiene Carlo Cantoni, dell’Università degli studi di Milano – i gelati cremosi sono particolarmente indicati nell’alimentazione dei bambini e degli adolescenti, delle donne in gravidanza e di quelle che allattano e sono un valido sostegno nutritivo nel caso di patologie caratterizzate da un aumentato fabbisogno di sali minerali. Il gelato può essere infatti considerato un alimento le cui proprietà riflettono quelle del latte, di cui è composto. I sorbetti, al contrario, non hanno un elevato potere nutritivo, avendo un basso valore proteico”.

Tratto dal web

Il gelato può sostituire un pasto?ultima modifica: 2013-06-04T13:01:06+00:00da admin
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