30/12/2011
Cosa manca a questa giornata per essere perfetta???
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29/12/2011
La bellezza profuma di cioccolato
Ecco i cosmetici più golosi a base di cacao, dal profumo irresistibile
Le virtù del cacao sono infinite: lo sapevano bene i Maya, che per primi lo scoprirono e cominciarono a coltivarlo per le sueproprietà energetiche e stimolanti. Oggi, l’estratto è chiamato addirittura Theobroma cacao, che significa “cibo degli dei”.
Noi qui ci limitiamo a parlarne per il successo che ha anche nei cosmetici, perché il profumo è irresistibile, ma non solo: la teobromina e altre sostanze contenute nei semi di cacao hanno capacità euforizzanti. Via libera, dunque, a un bagno ricco di schiuma dal profumo goloso e intenso del cioccolato, o ai trattamenti per il viso che fanno bene alla pelle e anche all’umore.
Perché non regalarsi, con la bella stagione e la prima abbronzatura, un olio glitterato per il corpo con una fragranza di cacao e caramello? Se poi si è in due, c’è l’olio solido da massaggio, naturalmente a base di burro di cacao.(fonte Più sani più belli)
P.s.... i proddotti che io conosco sono:
Huile paillettée corps di Sephora
Bagno al Cioccolato di Aquolina
Linea Skin Smile di Bottega Verde
Linea Dolcelisir di L’Erbolario
M’assaggiami di Lush
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Rimedi anti-sbronze...Brindisi ravvicinati, bicchierini di troppo? Ecco dei rimedi facili ed efficaci per superare le piccole sbronze post-festive
Tempo di sbronze: oggi vediamo qualche rimedio per uscirne un modo più o meno dignitoso.
La primissima cosa da fare èreidratarsi e quindi, bere - acqua che diluisce anche l'alcol nel sangue - e spremute o succhi di frutta che rimettono in corpo le vitamine perse - da privilegiare arancio o pomodoro e da evitare il pompelmo che aumenta il senso di nausea. Meglio bere un po' alla volta che attaccarsi alla bottiglia e buttar giù tutto d'un colpo. Alcuni trovano aiuto anche nei drink super energetici.
Se proprio non si riesce a bere,mangiare le arance e/o i pomodori.
Superata la prima fase criticissima da affrontare con i fluidi, si passa ai cibi solidi:
un bel pane tostato o fette biscottate da sole (evitare burro o marmellata) e in generale tutti i cibi "assorbenti". Un cucchiaio di miele può aiutare nel caso di gola in fiamme; le banane, ricche di potassiosono un sollievo per crampi e dolori muscolari. Alcuni suggeriscono cibi ricchi di minerali - in Polonia uno dei modi di combattere le sbronze è mangiando cetrioli sotto aceto.
Fare una doccia lunga, e passando più volte dall'acqua fredda a quella calda e viceversa; e poi stendersi da qualche parte poggiandosi pezze gelate sulla fronte.
Cosa non fare: lanciarsi su aspirine, ibuprofene, altri antidolorifici etc - in alcuni casi rischiano di aumentare invece che diminuire l'effetto dell'alcol.
Non bere caffè, a meno che non sia leggerissimo e molto molto liquido perchè la caffeina peggiora la disidratazione. Anche il latte non è consigliabile, rischia di aumentare il senso di nausea.
Il consiglio in più
Incredibile a dirsi (e forse anche credersi) pare sia anche possibile prepararsi alla potenziale sbronza in modo da ridurne gli effetti: 1000-3000mg di ginseng presi prima dell'inizio della festa preparano il corpo ad accogliere l'onda di alcool che lo travolgerà nelle ore notturne.
Altro suggerimento è smangiucchiare qualcosa mentre si beve, si evita così che l'alcol vada in circolo per il corpo solo soletto facendo più danni del necessario.
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28/12/2011
Il miele.... per la tosse
Un cucchiaio di miele prima di andare a dormire mette a tacere i sintomi della tosse meglio di quanto possano fare i farmaci. Questo vale soprattutto per i bambini, che con l’autunno, i primi freddi e il contatto con i compagni di classe, non fanno altro che ammalarsi, con ricadute che spesso coinvolgono tutta la famiglia. Basti pensare ai bimbi più piccoli, che per una tosse non riescono ad addormentarsi, facendo passare notti in bianco a genitori e fratellini. Ora la scienza ha dimostrato che il miele, in bambini che hanno mal di gola, tosse e naso che cola, funziona meglio dei cosiddetti sedativi per la tosse.
E non solo: il prezioso liquido ambrato ha anche un effetto più persistente, nel senso che dura di più. Se assunto per alcune notti di seguito, quando tosse e raffreddore durano a lungo, la sua efficacia cresce anziché diminuire, come succede invece per il farmaco. Inoltre, il miele migliora la qualità del sonno. Ma c’è una precauzione da non sottovalutare: non va dato ai bambini che non hanno raggiunto l’anno di età perché può contenere tossine che un organismo così piccolo potrebbe non tollerare. La tosse, semplicemente, è un automatico meccanismo di difesa del corpo che si mette in funzione quando qualche cosa non va all’interno dell’albero respiratorio. Non è, quindi, una malattia e il più delle volte non è provocata da cause gravi. Perciò non andrebbe trattata appena insorge.
In ogni caso, prima di ricorrere ai farmaci è necessario distinguere la tosse grassa da quella secca, perché i rimedi sono completamente diversi. Gli espettoranti e i mucolitici, per esempio, servono nei casi di tosse grassa, perché aumentano lesecrezioni nelle vie respiratorie rendendole più fluide, quindi facilmente eliminabili. Al contrario, i sedativi della tosse bloccano il riflesso della tosse. Tutti questi farmaci non vanno mai somministrati ai bambini al di sotto di un anno e devono essere assunti soltanto se la tosse è insistente e mette il piccolo .in uno stato di irritazione e lo affatica.
In ogni caso, è sempre meglio consultare il pediatra di fiducia. Una ricerca statunitense ha osservato che un bambino su dieci, almeno una volta alla settimana assume uno o più farmaci per calmare la tosse. I più utilizzati sono decongestionanti e antistaminici, seguiti da sedativi della tosse e fluidificanti del muco. Farmaci, che possono avere effetti collaterati anche molto gravi, somministrati per lo più a bambini di età inferiore ai cinque anni, e spesso anche a quelli che ne hanno meno di due.
Cifre allarmanti, soprattutto se si considera che la tosse dei bambini tende a regredire dopo una decina di giorni in egual misura sia che assumano uno sciroppo medicato sia che lo sciroppo non contenga alcun principio attivo. Altri rimedi, invece, come i farmaci corticosteroidi, usati di solito per curare l’asma, se utilizzati per trattare la tosse secca nei bambini con le inalazioni, sono spesso inutili e li espongono agli effetti collaterali. La tosse, anche persistente, è di solito dovuta a qualche infezione batterica delle vie respiratorie. E quindi se dura da più di dieci giorni bisogna ricorrere agli antibiotici.
Il problema di questi farmaci, come degli altri, è la presenza di effetti collaterali: reazioni allergiche, diarrea e altri disturbi gastrointestinali. Inoltre, un uso eccessivo o improprio degli antibiotici induce resistenza nei batteri, i quali con il tempo diventano inefficaci. (FONTE CONSUMERCARE BAYER)
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27/12/2011
Gelato: le lenticchie... nel cono
A Capodanno il dessert porta fortuna
Arriva da Sorrento e si candida alla palma di golosità scaccia crisi e di porta fortuna: dopo la pizza di Natale, dedicata al Super Enalotto, ecco il gelato al gusto di lenticchie caramellate e spumante. A proporre il nuovo rituale collettivo “antijella e porte-bonheur” è il pasticcere dei Vip, Antonio Cafiero, che la notte di San Silvestro offrirà gratuitamente a turisti e residenti la sua ultima creazione
'attira-soldi'.
Dunque, oltre a panettoni, 'struffoli' e cassate, ecco un sapore nuovo e decisamente inconsueto, che va a far compagnia al pantagruelico presepe di cioccolato del peso di oltre 450 chili, realizzato dal medesimo pasticcere, una vera collezione di gelati a tema che si candidano a grandi protagonisti della tavola delle feste. Nel bancone della sua gelateria di corso Italia, a Sorrento, infatti, tra gli oltre 80 tradizionali gusti di gelati disponibili, ci sono anche sei new entry, decisamente natalizie: datteri, mandorlato, fichi secchi e pinoli, roccocò, castagne del Monte Faito e melagrana. Da consumare sul posto o portare a casa e mangiare in famiglia durante il cenone come un sorbetto tra una pietanza e l'altra.
Il gelato alla lenticchia è atteso al suo debutto ufficiale per San Silvestro, quando, subito dopo la mezzanotte, Cafiero lo offrirà gratuitamente a tutti coloro che passeranno a trovarlo alla gelateria 'Primavera'. Il gelato alle lenticchie caramellate sui può abbinare a una spruzzata di spumante nostrano, a zenzero, cannella o cioccolato. Un rituale collettivo antijella per propiziare un nuovo anno all’insegna dei buoni sapori e della fortuna.(fonte TGCOM)
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Un viso sempre ‘illuminato’ grazie all’auto-massaggio
Sono sufficienti pochi minuti di auto-massaggio al giorno per togliere la stanchezza dal viso ed essere al top per le feste
Le serate di festa "lasciano il segno" anche sul viso che, soprattutto in questo periodo, appare stanco: le linee d’espressione sono più marcate, le occhiaie appesantiscono lo sguardo e il colorito risulta spento. Purtroppo, le temperature invernali peggiorano quest’ultimo problema, spesso, infatti, ci si limita ad uscire all’aperto solo per gli spostamenti (casa-ufficio, ufficio-casa), passando così l’intera giornata al chiuso. La sola esposizione alla luce artificiale e l’aria "viziata" ingrigiscono notevolmente la pelle.
Mai disperare! Bastano 10 minuti per risolvere questo problema e donare al proprio viso la freschezza tipica delle giornate primaverili. Attraverso un auto-massaggio al viso, infatti, si possono distendere i tratti, ravvivare il colorito, rilassare l’espressione ed eliminare le borse. Inoltre, se eseguito con costanza almeno 3–4 volte a settimana, coadiuva alla prevenzione delle rughe e aumenta l’efficacia dei poteri dei prodotti utilizzati durante il massaggio. Ecco dunque tutti gli step per procedere.
Pulizia. Prima di tutto è necessario pulire accuratamente la pelle del viso, in modo che nulla ostacoli l’assorbimento dei principi attivi contenuti nei prodotti che si utilizzeranno. Latte e tonico sono sufficienti, ma per un effetto spa, dopo l’utilizzo di tali prodotti, può essere effettuato un “bagno di vapore” aromatizzato con qualche goccia di olioessenziale di rosa che ha il potere di rinnovare le cellule cutanee ed alleviare molti fra i disturbi femminili, sindrome premestruale compresa (per far ciò sarà sufficiente riempire il lavandino con acqua molto calda, versarvi l’olio essenziale ed esporre il viso al vapore prodotto).
Massaggio. Scegliere il prodotto da utilizzare non è semplice vista la grande offerta commerciale. Per procedere con il massaggio sarebbe meglio utilizzare una crema ricca che permetta alle mani di scivolare e che non venga assorbita troppo velocemente. Per il contorno occhi e il contorno labbra, ci si dovrebbe affidare a cosmetici specifici, considerata la delicatezza delle zone.
Iniziare il massaggio dal collo: applicare la crema ed effettuare dei leggeri sfioramenti che partono dall’attaccatura della testa ed arrivano al decolleté. In caso di zone colpite da rilassamenti cutanei, sarà necessario frizionare in modo deciso con la punta delle dita per stimolare l’ossigenazione cutanea. Se ci fossero rughe, si passerà poi al loro trattamento, prima le si dovranno “pizzicottare” (verbo non molto usato ma che rende perfettamente l’idea!!!), successivamente, facendo scivolare la punta degli indici dall’interno all’esterno della ruga per tutta la lunghezza del solco, verranno stirate.
Si passerà poi nella zona sotto al mento, dove, con il dorso delle mani gli saranno dati dei leggeri "buffetti".
Quindi sarà la volta del mento: posizionare le dita al centro del mento ed i pollici sotto la mascella. Fare scorrere le dita dal centro fino alle orecchie ruotando leggermente i polpastrelli durante il percorso.
Successivamente, con i polpastrelli, imprimere dei piccoli massaggi circolari ai lati delle labbra e sulle guance. Stendere una piccola quantità di crema ai lati del naso. Con il polpastrello degli indici massaggiare il dorso con movimenti ascendenti dalla punta del naso fino all’attaccatura delle sopracciglia. In seguito appoggiarli al lato del naso ed esercitando una leggera pressione eseguire dei movimenti circolari dall’interno verso l’esterno del viso passando dunque dal naso alle guance per finire sulle tempie (il massaggio alle tempie è estremamente rilassante!).
Si procede con la fronte, dove con le mani piatte e le punte delle dita unite si massaggia "tirando" la pelle dalle sopracciglia all’attaccatura dei capelli. Eventuali rughe dovranno essere trattare come precedentemente spiegato, ovvero pizzicottando e stirando.
La zona oculare è molto delicata, quindi è bene usare prodotti specifici. Con i polpastrelli premere leggermente le guance e la parte dove solitamente si formano le borse sotto gli occhi. Partendo dalla radice del naso, esercitando una pressione costante, fare scivolare le dita verso l’esterno fino alle tempie.
Quindi spostarle sulle palpebre esercitando anche in questo caso una pressione decisa (non si deve sentire dolore): partendo dalla radice del naso, continuare verso l’esterno.
Per finire, con le mani piatte poste centralmente, coprendo interamente il viso, distendere la pelle facendole scivolare verso le orecchie: anche in questo caso per avere un effetto spa, prima di fare quest’ultimo passaggio potrebbero essere poste 2 gocce d’olio essenziale di rosa sulle mani, quindi, dopo averle strofinate fra loro con vigore, procedere con lo stiramento.
L’inalazione del profumo di rosa sarà il tocco finale, la pelle sarà scintillante come non mai.
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Ecco come i 5 sensi ci aiutano nella degustazione dei cibi
Mangiare e bere non sono solo azioni necessarie che dobbiamo compiere quotidianamente per soddisfare un nostro bisogno fisiologico, ma anche e soprattutto un’esperienza sensoriale…
Provate a chiudere gli occhi stringendo fra le mani una tazzina con il caffè appena fatto: respirate intensamente l’aroma sprigionata, sicuramente avrete già l’acquolina in bocca nonostante non l’abbiate ancora bevuto; fermatevi adesso a pensare al tepore rilasciato dalla tazzina che vi preannuncia la temperatura del caffè. Aprite gli occhi, osservate il colore intenso che invoglia a bere. Adesso sorseggiate il caffè, gustate finalmente l’aroma percepita inizialmente solo con il naso. Assaporate il gusto e fermatevi ad ascoltare il rumore prodotto deglutendo la bevanda. L’atto di mangiare e bere attiva tutti i 5 sensi, con una intensità che varia in base al cibo, all’ambiente in cui ci troviamo e al nostro stato psicofisico.
Fra i cinque sensi, la vista è quello che maggiormente usiamo quando ci nutriamo. In genere, nella scelta di una pietanza, i colori, la dimensione e le forme del cibo sono le caratteristiche che più attraggono la nostra attenzione. Confrontiamo un piatto di riso condito con del sugo di pomodoro e un’insalata di riso. Quasi sicuramente saremo più propensi a scegliere il secondo piatto decisamente più colorato. Consapevoli di questi meccanismi, l’industria alimentare utilizza coloranti, per stimolare l’appetibilità dei cibi, e confezioni con formati, colori e scritte che stuzzichino la curiosità e invoglino l’acquisto. Proprio perché, in modo più o meno conscio, siamo abituati a dare una valutazione estetica a ciò che mangiamo, difficilmente saremo invogliati a comprare un alimento in confezioni colorate da colori scuri come il grigio, il nero o il marrone; ma saremo invece più attratti da colori più vivaci sinonimo di freschezza e appetibilità come il giallo, arancio, rosso e verde. Dal punto di vista fisiologico, la vista stimola la produzione della saliva e dei succhi gastrici per preparare lo stomaco alla digestione del cibo. In questo meccanismo, gioca un ruolo fondamentale anche l’olfatto, anch’esso stimola la produzione delle secrezioni. L’odore e l’aroma sprigionata da un cibo attivano i neuroni presenti nell’epitelio olfattivo, essi sono caratterizzati da diversi tipi di recettori, ne esistono circa 350, la cui diversa stimolazione farà avvertire all’individuo oltre 10.000 odori. I neuroni olfattivi sono inoltre collegati al sistema limbico, dove si trova il centro della memoria e della regolazione dei ricordi, questa connessione ci permette di associare un odore a un sentimento o a un ricordo, anche molto lontano. Ovviamente, anche l’olfatto influisce particolarmente sulla scelta del cibo, ci aiuta a capire se un alimento si sta deteriorando e ci preannuncia la bontà della pietanza, anche se questo non è sempre vero: gusto e olfatto possono far nascere pareri discordanti, basti pensare ad alcuni formaggi, pesci, verdure (in particolare le crocifere) dagli odori sgradevoli, ma buonissimi al palato. L’aroma del cibo viene anche avvertita mentre mastichiamo, questo perché le molecole che determinano il profumo di un alimento si sprigionano e grazie all’aria presente nella bocca e nel naso, raggiungono l’epitelio olfattivo stimolandolo. L’olfatto, insieme al gusto, ci aiuta a capire ciò che stiamo mangiando. Il gusto viene attivato grazie alla stimolazione dei recettori gustativi, organizzati in strutture che prendono il nome di bottoni gustativi, i quali non solo sono abbondantemente presenti sul lato superiore della lingua, ma anche nella mucosa del palato, nella faringe e nell’epiglottide. In particolare, le diverse zone della lingua hanno una diversa sensibilità ai sapori:la punta è più sensibile al sapore dolce e salato; le zone laterali al sapore acido, mentre, la parte posteriore al sapore amaro. Questa distinzione dei sapori in base alle parti della lingua non coincide con una separazione netta della percezione del gusto: tutta la lingua è sensibile ai diversi sapori ma con una diversa intensità. Ai quattro gusti se ne è aggiunto un altro, l’umami, parola di origine giapponese che significa “sapore delizioso”. Questo quinto gusto nasce grazie a una ricerca condotta negli anni ’90 che ha portato alla scoperta di un recettore gustativo particolarmente sensibile all’acido glutammico e all’acido aspartico, amminoacidi abbondantemente presenti nella carne che ne caratterizzano il sapore. La sensibilità dei recettori gustativi, inoltre, è influenzata dalla temperatura del cibo, dall’età e dalla condizione di salute dell’individuo. Con la lingua, ma anche grazie ai denti, percepiamo la consistenza del cibo: durezza, elasticità, morbidezza, friabilità, cremosità, gommosità, granulosità etc. Sono le principali caratteristiche tattili che influenzeranno l’indice di gradimento di ciò che stiamo mangiando. Sebbene sia il senso meno usato quando mangiamo, anche l’udito influenza le nostre scelte alimentari. Se mastichiamo soprattutto i cibi croccanti e friabili emettiamo rumori caratteristici e, spesso, associamo all’intensità del rumore prodotto la freschezza e la genuinità del cibo, basti ad esempio pensare al rumore scaturito dopo aver morso una mela o un pezzo di cioccolata. Non sottovalutiamo anche come il piacere di un alimento è influenzato dal rumore ambientale: il rumore delle forchette ci predispone mentalmente all’idea del cibo; inoltre, mangiare in un ambiente rumoroso o sereno influenzerà decisamente la nostra capacità di gustare e apprezzare i sapori.
Possiamo quindi affermare che mangiare è un piacere decisamente soggettivo, che coinvolge i cinque i sensi. Sulla formazione del gusto incidono anche le sensazioni e le esperienze individuali. Allora, facciamo si che il momento del pasto sia un’occasione di serenità, durante il quale devono essere allontanati problemi e litigi, in modo tale da non associarlo ad una occasione di malessere fisico e psicologico. Inoltre, se sin da piccoli siamo educati ad “allenare” i cinque sensi anche con il cibo, saremo più coscienti delle nostre scelte alimentari e maggiormente predisposti alla scoperta di nuovi gusti e sapori. (fonte piùsani piùbelli)
11:43 Scritto da: ang2011 (Webmaster) in benessere | Link permanente | Commenti (0) | Segnala |
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