21/02/2012
«Facebook, la nuova droga»
Facebook, social network e giochi on line sono la nuova droga generata da internet che dà luogo, nei casi di abuso, a «sentimenti compulsivi, isolamento sociale, dipendenza psicopatologica, perdita di contatti reali, sentimenti di onnipotenza». Con queste parole Ferruccio Fazio mette i giovani in guardia da una nuova realtà tossica: non serve ingerire o inghiottire, ma basta stare 10 ore al giorno al computer per subirne le devastazioni. Il ministro ha risposto alla Camera a un'interrogazione di Giorgio Jannone del Pdl.
PROVOCA DIPENDENZA. «La dipendenza da internet», ha affermato il ministro della Sanità, «si esprime con sintomatologie simili a quelle che si osservano in soggetti dipendenti da sostanze psicoattive. L'astinenza per chi ne fa un uso compulsivo può innescare una sindrome depressiva ed è necessario un intervento farmacologico».
Come uscire da questa malattia? «La cura per la internet-dipendenza è sostanzialmente la stessa», ha spiegato Fazio, «che si adotta per gli altri tipi di dipendenza: si ricorre alle stesso strutture socio-riabilitative che trattano i disturbi mentali».
Secondo il ministro le dimensioni di questa nuovo morbo psichico sono così allarmanti da aver annunciato un intervento straordinario, nel piano sanitario 2011-2013, per porre rimedio alla «dipendenza da Web della popolazione giovanile».
I social network? «Divorano il cervello»
Fazio comunque non è solo. Da quando il web ha preso il posto della tivù, specialisti di ogni sorta si avventurano nei più fantasiosi attacchi alla Rete. Tale Susan Greenfield, per esempio, nell'ottobre 2010 dichiarò che «il computer divora il cervello dei bambini». Non è poco. Ma ilCorriere della Sera rispondeva alla prelibata teoria con un editoriale in cui Silvia Vegetti Finzi: «Poiché l’Io si riconosce soltanto nella esposizione all’altro e si conferma nell’approvazione altrui, il bisogno di una piazza telematica dove si ritrovino gli spaesati componenti della ‘società degli individui’ è diventato mondiale. A questa esigenza rispondono i network sociali, quali Facebook e Twitter». Chiaro, no?
FB «PROVOCA ANCHE LA SIFILIDE». Ma oltre le dipendenze c'è di più. Come il dottor Gennaro D’Amato, che sostiene di aver «dimostrato il legame tra Facebook e le crisi asmatiche», anzi, che «Fb e i social network in generale sono sorgenti di stress emotivo e rappresentano un rischio per le persone già malate». Chi ce l'ha se lo tenga, insomma.
Scavando la Rete le perle non mancano e lo scettro spetta sicuramente ai medici inglesi. «Il personale sanitario di Teeside avrebbe infatti trovato un legame tra i social network e l’aumento dei casi del virus», scriveva il Daily Telegraph. Ma non parlava di virus informatici o di hacker ma della sifilide. Il quotidiano scriveva che «il professor Peter Kelly, direttore della sanità pubblica nella regione di Teeside, nel nord-est dell’Inghilterra, ha affermato che a Sunderland, Durham e Teesside, tutte aree in cui il sito sociale è molto popolare, il numero di persone affette da sifilide è quadruplicato, proprio perché il network ha dato alla gente un nuovo modo di incontrare più partner per incontri sessuali occasionali». Come dire: niente Facebook, siamo inglesi.
19:56 Scritto da: ang2011 (Webmaster) in news | Link permanente | Commenti (0) | Segnala |
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