20/04/2012
Lapsus, gaffe e vuoti di memoria. Ecco da cosa scaturiscono
Sono spesso errori che rivelano una o più verità nascoste, ce lo spiega lo psicoterapeuta
Le gaffe dei personaggi famosi ti divertono. Quando invece una cosa simile capita a te vorresti nasconderti per la vergogna… Un esempio: incontri un’amica che non vedi da tempo. Parli del più e del meno ma, poi, di colpo, sei irresistibilmente attratta dalla sua pancetta. "Quando nascerà il bambino?", chiedi sorridendo con complicità. Le ti fredda con lo sguardo. "Sì, in effetti sono un po’ ingrassata", borbotta a denti stretti e taglia corto. Panico totale. Poche cose sono così imbarazzanti come l’accorgersi di aver commesso una gaffe che, a prima vista, appare irrecuperabile.
Perché capita una simile caduta di stile?
«I motivi che ci spingono a commettere una gaffe sono di due tipi: biologici, legati alla struttura della mente o culturali, dovuti a ignoranza» spiega Carlo Lazzari, psicoterapeuta a Londra. Altro esempio di gaffe? Mangiare con le posate da pescel’arrosto servito nel corso di una cena importante. «Attenzione, però non ci sono solo pasticci causati da stress o ignoranza. Più interessanti da capire sono le gaffe che hanno radici psicologiche, perché si tratta di verità che non vogliamo ammettere o che ci sfuggono se le nostre difese si allentano», aggiunge Lazzari.
È il classico meccanismo dei lapsus freudiani, cioè gli errori involontari in cui si cade quando si chiama una persona con il nome di un’altra o si dice una cosa volendo intenderne un’altra.
Gaffe, diverso da lapsus
Esempio: una signora, ricevendo la moglie di un parrucchiere, si scusa con lui per il grande specchio del salotto, che non stava bene perché faceva tanto negozio di coiffeur…. Questa è una gaffe, una sbadataggine, una dimenticanza causata da stress, un errore comportamentale dovuto a inesperienza o mancanza di tatto. I lapsus, invece, sono errori che rivelano una o più verità nascoste che arrivano direttamente dall’inconscio. Analizzarli è importante perché rappresentano il vero pensiero della persona che incappa in questi sbagli. Può succedere che a un’amica prossima alle nozze facciamo le condoglianze anziché le congratulazioni. La verità nascosta? Magari non ci piace l’idea che lei si sposi oppure abbiamo un matrimonio fallito alle spalle o ancora crediamo che la futura sposa non stia facendo la scelta giusta.
Vuoti di memoria: una censura volontaria
È vero, la memoria si indebolisce col passare del tempo. Ma si verificano anche dei fenomeni di "resistenza" o di "blocco volontario" di fronte a situazioni particolari. Hanno un significato preciso determinato dal contesto. Se una persona ti fa venire in mente un periodo doloroso della tua esistenza (problemi, screzi...) o un aspetto poco piacevole, allora il suo nome rischia di finire nel dimenticatoio. E se, ogni volta, scambi il suo nome con quello di un altro, stai sottintendendo qualcosa di particolare? Sì, se i due nomi hanno un suono completamente diverso (Marco, Giovanni) si tratta probabilmente di una confusione istintiva che ha generato un paragone, anche per via di un semplice dettaglio: il modo di vestirsi, il timbro di voce, un tic, un avvenimento già vissuto... Tu non te ne sei accorta, non hai notato questa somiglianza, ma il tuo inconscio lo ha fatto.
Può capitare che i vuoti di memoria nascondano dei periodi interi della tua vita. Come se la memoria censurasse le situazioni scomode o dolorose. «Non dimentichiamo niente, rimuoviamo solamente», afferma Lazzari. Ma il nostro inconscio si svela a frammenti attraverso sogni e sbadataggini…
Le soluzioni al problema
Chiedere scusa, sottolineando che la nostra annotazione era fuori luogo. Confessare la propria inesperienza o disattenzione, così sciogli la tensione e facilmente strapperai un sorriso a chi è stato colpito dal tuo errore.(fonte piùsani più belli)
06:29 Scritto da: ang2011 (Webmaster) in psicologia e sesso | Link permanente | Commenti (0) | Segnala |
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15/04/2012
Virus Hpv,rischio per il cancro alla gola aumenta con sesso orale?
Uno studio pubblicato sul Journal of American Medical Association (Jama) riapre il dossier Hpv e cancro alla gola, dopo aver individuato la diffusione del papilloma virus umano su un campione di circa 5.500 persone. I ricercatori dell'Ohio State University Comprehensive Cancer Center hanno infatti stabilito l’incidenza del virus nel cavo orale in uomini e donne tra i 14 e 69 anni di età che hanno fornito un campione di cellule della bocca prelevate dopo un gargarismo con uno speciale collutorio. Negli uomini il virus è risultato presente in 1 caso su 10, nelle donne nel 3,6% dei casi.
L’Hpv non è l’unico fattore di rischio per i tumori alla testa e al collo, classe di tumori in forte crescita. Anche fumo e alcol sono abitudini predisponenti, ma nel caso del papillomavirus gli esperti stimano che il rischio sia più alto del 50%. Altro elemento sotto la lente dei ricercatori è quello della relazione esistente tra sesso e Hpv. Il virus è legato, infatti, a tumori genitali e anali, può provocare lesioni ai genitali. Da anni il sesso orale è anche imputato di un incremento dei casi di cancro alla gola. Nello studio americano questo dato è superato: non importa il tipo di rapporto sessuale, mentre la prevalenza del virus aumenta con l’aumentare del numero dei partner. Per questo i ricercatori auspicano che la ricerca sui vaccini vada avanti, anche “considerata l'analisi dei dati del Registro tumori degli Stati Uniti, da cui si deduce che il numero di tumori orofaringei HPV-positivi diagnosticati ogni anno supererà entro il 2020 i tumori invasivi del collo dell'utero”, spiega Maura Gillison, autrice dello studio.
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Gli uomini pensano al sesso il doppio delle donne
Gli uomini non pensano al sesso tutto il giorno. Uno studio in corso di pubblicazione sul Journal of Sex Research smentisce i risultati di ricerche precedenti secondo cui gli uomini pensano al sesso ogni 7 secondi durante i periodi di veglia, il che significa più di 8 mila pensieri ogni 16 ore. Dalla ricerca emerge invece che, in media, gli uomini durante il giorno fanno pensieri erotici 19 volte la giorno, contro le 10 delle donne. Non solo: dallo studio è anche emerso che, rispetto all'universo «in rosa», i maschietti pensano più frequentemente anche al cibo - 18 volte al giorno in media contro 15 volte - e al dormire - 11 volte al giorno, contro 8,5 volte per le donne.
Lo studio, realizzato dai ricercatori dell'Ohio State University (Usa), ha messo in evidenza che, per quanto riguarda il pensare a ciò che attiene all'erotismo, a fare la differenza non sia il genere sessuale di appartenenza ma il sentirsi oppure no a proprio agio con l'erotismo e con tutto quello che gli gira intorno. Variabile, quest'ultima, che sembra funzionare soprattutto per le donne.
Per la ricerca sono stati coinvolti 120 studenti maschi e 163 studentesse tra i 18 e i 25 anni. «La frequenza con cui si pensa al sesso è legata a variabili che vanno al di là del proprio sesso biologico - spiega Terri Fisher, professore di psicologia al Campus Mansfield dell'Ohio State University e autore principale dello studio -. Per prevedere quante volte una persona pensa al sesso è più importante conoscerne l'orientamento emotivo verso la sessualità, piuttosto che sapere se è maschio o femmina». Negli uomini sono stati conteggiati, quotidianamente, da 1 a 388 pensieri sul sesso, mentre nelle donne da 1 a 140: «Una gamma, per le donne, più ampia di quanto ci si aspettava - conclude Fisher -. E nessuna donna ha fatto registrare zero pensieri al giorno».(FONTE ILSOLE24ORESALUTE)
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13/04/2012
Le nuove dipendenze da internet: le strategie per la prevenzione
A buon diritto si può parlare di nuove dipendenze da internet: la rete ha introdotto un nuovo modo di comunicare che ha degli effetti non indifferenti nella sfera psicologica e affettiva dell’individuo. Se la semplice navigazione su internet si trasforma in una dipendenza, attraverso troppe ore trascorse sul web o attraverso lo stabilire relazioni virtuali che mettono a rischio il contatto con la realtà, si possono avere delle conseguenze considerevoli in termini disalute mentale. Tuttavia è possibile adottare delle apposite strategie per la prevenzione di tutto ciò. Vediamole insieme.
I consigli per i genitori
Navigare su internet può rappresentare un ottimo strumento educativo, ma è bene che i genitori siano consapevoli del fatto che è opportuno accompagnare i più piccoli in questo processo. Tra l’altro i genitori devono prestare attenzione al fatto che la vita virtuale non comporti da parte deibambini la rinuncia alle relazioni di amicizia reali, alle attività sociali e a quelle sportive.
Molto utile è quindi riuscire a stabilire insieme ai figli un tempo massimo da trascorrere su internet. Per evitare ogni forma di dipendenza o di disagio psicologico, è bene assicurarsi che i giochi che i più piccoli scaricano da internet non abbiano contenuti violenti. Inoltre è opportuno abituare i bambini a visitare determinati spazi web adatti alla loro età e a sviluppare un certo senso critico nei confronti di tutto ciò che possono rintracciare in rete.
Prevenire la ludopatia
La ludopatia può essere considerata a tutti gli effetti una dipendenza da tutto ciò che rientra nelgioco d’azzardo online. Si calcola che sono un milione gli italiani che devono fare i conti con questo problema. Lo stesso ministro della Salute Renato Balduzzi è intervenuto sulla questione ed ha assicurato che la ludopatia sarà inserita nell’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, in modo da assicurare un adeguato percorso di prevenzione, di cura e diriabilitazione. In effetti dobbiamo ricordare che è importante prevenire e curare, anche perché la dipendenza da internet causa depressione e aggressività. In particolare gli esperti si stanno chiedendo come curare la dipendenza da Facebook.
Secondo il ministro della Salute la ludopatia va curata come se fosse una vera e propria malattia e l’intenzione è quella di discutere con le regioni, per arrivare a mettere a punto delle diagnosi personalizzate e dei protocolli terapeutici che valgono a livello nazionale. Per curare la dipendenza da internet esiste già un centro specialistico al Gemelli di Roma.
I rimedi per non vivere in simbiosi con il computer
La simbiosi con il computer non rappresenta affatto un motivo di adeguato equilibrio psicofisico. Per questo si possono adottare degli appositi rimedi per evitare la passività durante la fruizione dei contenuti digitali. Bastano semplici accorgimenti, come una sedia regolabile, l’illuminazione naturale, la giusta disposizione di tastiera e monitor, l’adeguata posizione del mouse.
Inoltre è bene ricordarsi di fare una pausa almeno ogni quindici minuti, alzandosi e camminando un po’, anche per allontanare i possibili danni derivanti dal campo elettromagnetico.(fonte Tanta salute.it)
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12/04/2012
LE DONNE SOPPORTANO MEGLIO LO STRESS E VIVONO DI PIU’ DEGLI UOMINI
Le cellule femminili riescono a sopravvivere meglio di quelle maschili allo stress, trovando il modo per non morire. L’Istituto Superiore di Sanità e l’Università di Sassari, si sono uniti in una ricerca dalla quale emerge una differenziazione cellulare tra il corpo dell’uomo e quello della donna. Uomini e donne hanno quindi un rischio diverso di contrarre determinate malattie: diventa perciò necessario un aproccio di genere nella ricerca scietifica, al fine di ottenere la migliore terapia. Con questo obiettivo l’Istituto Superiore di Sanità, grazie ai fondi della Ricerca Finalizzata del Ministero della Salute, ha avviato il progetto strategico La medicina di genere. «Si tratta di un progetto ambizioso», ha spiegato il presidente dell’Iss, Enrico Garaci «che studia le differenze non soltanto fisiologiche, ma anche sociali e psicologiche tra uomini e donne. Siamo certi scientificamente della differenza degli organismi sotto il profilo ormonale e genetico, e delle risposte diverse alle terapie. Basti pensare che le reazioni avverse ai farmaci nelle donne concorrono al 6% delle ospedalizzazioni. L’obiettivo oggi è capire come impattano le terapie farmacologiche sugli uomini e sulle donne per ottenere una cura più appropriata e un risparmio di costi per il Servizio Sanitario Nazionale». Non solo. Le donne si lamentano di più per la propria salute fisica rispetto agli uomini, mal di testa o digestione che non funziona sono solo alcuni esempi. Ma vivono di più e meglio dei maschi. Lo dimostra una ricerca dell’Office of National Statistics britannico, sui dati di tre indagini condotte tra Inghilterra, Galles, Irlanda del Nord e Scozia. Da vari campioni di domande a cui si sono sottoposti, è emerso che gli uomini si lamentano meno, ma sono poi quelli che muoiono di più nei cinque anni successivi all’intervista. Le donne, invece, sempre pronte a manifestare i loro tanti acciacchi, sembrano in realtà essere quelle meno a rischio di morte dei loro coetanei maschi che non si lamentano mai, ma che invece si trascurano.
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Uomini e donne? A livello di personalità sono più differenti di quanto si crede
La reale entità delle differenze di genere a livello di personalità è stata a lungo sottovalutata: uomini e donne sono molto più diversi di quanto non si sia ritenuto finora. A sostenerlo è uno studio, tutto italiano, pubblicato suPLoS ONE da un gruppo di studiosi guidati da Marco Del Giudice dell'Università degli Studi di Torino.
Per portare avanti la loro ricerca gli studiosi italiani hanno utilizzato e descritto un nuovo metodo secondo loro più accurato rispetto alle tecniche impiegate in passato per misurare le differenze di personalità tra i due sessi. Allo studio hanno partecipato circa 10 mila persone - divise tra uomini e donne in due gruppi equivalenti - che sono state sottoposte a un test che della personalità che comprende 15 scale di diversi tratti di personalità tra cui la sensibilità, il perfezionismo e l'affabilità.
Dalla ricerca è emerso che, quando si confrontano profili complessi di uomini e donne che abbracciano più tratti della personalità contemporaneamente, tra i due sessi emergono differenze molto sostanziali. E questo nonostante, invece, emergano solo delle piccole differenze quando a venire paragonati sono i singoli tratti di personalità.
Secondo i ricercatori fino a oggi la reale portata delle differenze di personalità tra uomo e donna è statasottovalutata: i precedenti metodi impiegati per misurare le differenze di personalità, infatti, sarebbero da considerarsi poco affidabili perché in grado di concentrarsi su un solo tratto alla volta e perché soggetti a errori di misurazione.
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05/04/2012
10 falsi miti sul sesso a cui dire basta
Noi donne lo sappiamo fin troppo bene: il sesso non è una pura questione meccanica, così come non lo è l'orgasmo. Entrano in gioco i sentimenti e le emozioni, certo, ma anche i pensieri hanno un certo peso. Ecco perché anche quello che pensiamo e sappiamo riguardo al sesso, influisce sul nostro modo di farlo, sia in positivo che in negativo.
Infatti, pensando al sesso possiamo innescare l'eccitazione, elaborare nuove fantasie erotiche da sperimentare con il partner; conoscendo il sesso - con la pratica, ma anche con la teoria - e informandosi si possono trovare nuovi spunti e apprendere concetti che possono rivoluzionare il proprio modo vivere la sessualità.
Per questo, è importante sbarazzarsi di alcuni concetti "sbagliati", i cossiddetti falsi miti sul sesso, che invece di facilitare il piacere, lo ostacolano.
Secondo il sexpert Americano Corey Silverberg, le principali bugie che ci raccontano e che spesso ci raccontiamo sul sesso, sono 10.
#1 - Il sesso è un istinto legato alla riproduzione - Ok, il sesso è legato alla procreazione e alla sopravvivenza della specie. Ma il piacere non è solo un effetto collaterale per spingere gli esseri umani a riprodursi: "c'è chiaramente una componente genetica nel sesso, ma questo non significa che questa sia la prospettiva più utile o più vera per considerare e vivere la sessualità".
#2 - Il sesso è semplice e naturale: dovremmo sapere come farlo - Svincolandoci dall'idea del sesso come atto alla procreazione, il rapporto sessuale acquista nuove dimensioni: quella del godimento, quella emotiva, quella comunicativa... E anche se istintivamente sappiamo come procreare, non è detto che si sappia istintivamente anche come procurare e ricevere piacere. Come in ogni altro campo, anche nell'eros bisogna applicarsi, sperimentare, sbagliare, imparare.
#3 - Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere - "Questa bugia si traduce in varie forme: le donne vogliono se coccole, gli uomini sesso rude; le donne comunicano attraverso il sesso, gli uomini sono concentrati solo sulle proprie sensazioni; gli uomini vogliono sempre sesso, le donne no... Ma come pensiamo o ci sentiamo riguardo al sesso, e come lo facciamo, è infinitamente più complicato di entrare nella porta giusta di un bagno pubblico". Molto meglio usare l'empatia, piuttosto che gli stereotipi di genere.
#4 - Il sesso è spontaneo - "Spesso ci viene detto che il sesso migliore è quello che semplicemente accade. In realtà, il sesso raramente accade e basta. E' vero che molte coppie non parlano di sesso prima di farlo, ma questo non significa che uno - o probabilmente entrambi - i partner non stiano pensando al sesso, chiedendosi quando lo faranno e come sarà". Allo stesso modo, è vero che il desiderio sessuale va allenato e stimolato, che per una coppia fare sesso dovrebbe essere una piacevolissima abitudine: per questo anche il sesso programmato può rivelarsi incredibilmente utile ed eccitante. Non può essere divertente fantasticare in attesa di un incontro? E pensare che all'ora x avremmo del tempo per lasciarci andare e stare in intimità non potrebbe essere elettrizzante?
#5 - Più è meglio - Più grande, più spesso, più a lungo, più nuovo... "Per qualcuno è vero, qualche volta. Ciò che non è vero è lo sia per tutti, e sempre": sono parametri che variano in base all'umore, al partner, al tipo di sesso che si ha voglia di fare. Inoltre "spesso ci viene detto che dovremmo sempre cercare di fare sesso meglio, provare qualcosa di nuovo, puntare a raggiungere e far raggiungere al partner nuove vette del piacere. Ma alcuni ricercatori hanno notato che un'atteggiamento competitivo può avere l'effetto opposto, rendendoci ansiosi e fragili riguardo a come facciamo sesso". Insomma: il sesso non è una gara!
#6 - Il sesso è un momento speciale - Indubbiamente, fare sesso può essere molto bello, qualcosa di magico, anche, ma non dovremmo mitizzarlo: "Se considerassimo il sesso come una delle tante attività della nostra vita quotidiana e dei tanti modi con cui comunichiamo, potremmo avere molta meno ansia riguardo a come, quanto e quando lo facciamo."
#7 - Il buon sesso è questione di... tecnica? Comunicazione? Chimica? - "La bugia non è che sia possibile fare dell'ottimo sesso, ma che quello che per una persona è ottimo sesso lo sia anche per te. Fare dell'ottimo sesso non è come una ricetta che riesce meglio se si seguono le istruzioni alla lettera: seguire delle indicazioni probabilmente si aggiungerà alla tua esperienza, ma non per questo è certo che la migliorerà. Fare del buon sesso è il risultato della propria personale interpretazione e integrazione tra consigli ed esperienze".
#8 -Ci sono un modo giusto e un modo sbagliato per fare sesso - "La verità è che non ci sono regole (a parte essere adulti e consenzienti) per fare sesso in modo sano e divertente". Per quanto numerose possano essere le teorie, a contare è la pratica, ovvero quello che piace e funziona per te. Nessuno dovrebbe sentirsi inadeguato o obbligato a fare sesso in un certo modo o in certe circostanze solo perché lo fanno gli altri.
#9 - Usare qualcosa di artificiale nel sesso è innaturale ed è sintomo di qualche problema - Madre natura non ci ha dotati di sex toys e lubrificanti, ma per fortuna qualcuno li ha inventati (l'invenzione del vibratore è particolarmente interessante): non c'è nulla di male a farne uso, e usarli non significa che senza il sesso non funzionerebbe. Allo stesso modo, anche la tecnologia (mai sentito parlare si sexting?) e video hard possono essere stimolanti senza essere una dipendenza. Se rendono la vita sessuale più piacevole o eccitante, perché no?
#10 - Masturbarsi è cosa da teenager o da single - L'autoerotismo è un'attività che dura per gran parte della nostra vita ed parte integrante della nostra sessualità: non un comportamento sessuale immaturo o per chi non ha un partner. Anzi, la masturbazione è essenziale per esplorare il proprio corpo e le proprie fantasie erotiche, fattori importanti per poter costruire la propria sessualità e viverla quindi in modo appagante.(fonte Donna Moderna)
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03/04/2012
La ricetta per un amore duraturo
Un pizzico di follia, qualche sorpresa scaccia noia, ascolto e una sana autonomia sono ingredienti indispensabil
Rimproverare gli errori al partner contribuisce a far durare la coppia assai più che l’indulgenza verso gli errori commessi. Secondo una ricerca dell'Università del Tennessee, pubblicata all'inizio di quest'anno dal Journal of Family Psychology, coloro che sono stati rimproverati hanno evitato di ricadere negli stessi sbagli e si sono mostrati più inclini a ridurre le loro cattive abitudini.
Perdonare le trasgressioni è controproducente ma sanzionare gli errori aiuta la persona amata a migliorare il proprio comportamento favorendo la longevità della coppia.
La conclusione alla quale sono arrivati i ricercatori americani è, però, solo uno degli ingredienti dellaricetta per far durare una storia d'amore. Esistono, infatti, delle strategie, suggerite da esperti (psicologi e counselor) da mettere in pratica per evitare che la coppia si sfaldi. Una serie di atteggiamenti e pratiche quotidiane che aiutano a rinsaldare il legame, mantenendo inalterata nel tempo l'intensità dell'attrazione provata per il partner all'inizio del rapporto, e che “nutrono” la storia d'amore di nuova linfa giorno dopo giorno.
Siamo in due
Perché un amore sia inossidabile, la prima cosa da tenere presente è che essere in coppia vuol dire essere in una relazione costante con un'altra persona. E perché una relazione funzioni, lo scambio tra gli attori della stessa deve essere continuo, in un'alternanza reciproca di dare e avere. Mediare tra le tue idee e quelle del tuo partner non vuol dire rinunciare alle tue esigenze o ai tuoi desideri (la stessa cosa vale per lui): ascoltare l'altro, accettare i suoi punti di vista, accogliere i suoi bisogni va visto, invece, come possibilità di sperimentare e quindi considerato un momento di crescita.
Spazio per te
Altro consiglio per far durare l’amore è mantenere i propri spazi di autonomia: hobby, amicizie e compagnie non necessariamente devono essere condivisi. Autonomia e indipendenza all'interno di una coppia favoriscono l’intesa e allontanano uno dei motivi più frequenti che possono farla “scoppiare” : la noia. Mai dimenticare che è proprio la routine e la noia che ne segue una delle principali cause che inducono al tradimento.
Niente monologhi!
Molti tendono a rovesciare all'interno della coppia i propri problemi psicologici, dimenticando che il proprio partner non è uno psicoanalista (anche nel caso lo fosse uno sarebbe l'ultimo a potervi aiutare, essendo direttamente coinvolto). Evita più possibile le confessioni fiume, perché il rischio è quello che, pur non essendo uno specialista, il tuo compagno possa cominciare a vederti come un persona bisognosa di cure e non più come quella da continuare ad amare.
Seduzione continua
Nessuno può essere affascinante per sempre. Dopo essere stati insieme per anni, un briciolo dell'entusiasmo iniziale svanisce e subentra un pizzico di noia. Per questo sarebbe bene farsi venire un'idea brillante con una certa frequenza. Una volta al mese, proponi un appuntamento “particolare”: piuttosto che la classica cena, un concerto o una gita, come suggerisce la psicologa americana Jennifer Oikle.
Il piacere di fare la pace
È normale, infine, che all'interno di una coppia avvengano discussioni, Farlo, anche animatamente, non è un problema, se si esprimono le proprie opinioni e convinzioni, senza offendere o incolpare il partner. Poi, però, bisogna sapere voltar velocemente pagina e fare pace. Magari tra le lenzuola! (fonte piùsani piùbelli)
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26/03/2012
Imparare a gestire lo stress
Lo stress causato dal dover-fare-tutto esplode come una bomba, i suoi effetti si ripercuoto su chiunque sia nei paraggi, agendo anche sull’ago della bilancia e sulla salute
La vita ormai e diventata una corsa contro il tempo: lavoro, famiglia e casa, tante cose da fare in poche ore.
Se nella fragile routine si inseriscono piccoli inconvenienti, la catastrofe è dietro l’angolo!
La lavatrice che fa le bizze, lo scarico otturato, una gomma bucata, le chiavi dell’auto che non si trovano, possono essere le classiche gocce che fanno traboccare il vaso.
Quando si è nervosi, spesso si sente un bisogno disperato di cibi dolci o grassi. Questa necessità nasce dall’aumento del cortisolo, un ormone che viene prodotto in maggior misura nei momenti d’ansia.
L’abuso di questi cibi, accrescendo considerevolmente l’introito delle calorie giornaliere, determina l’incremento del grasso viscerale, in gran parte responsabile di quelle che sono considerate le malattie del secolo (diabete, colesterolo, ipertensione, ecc.).
A questo punto s’innesca un circolo vizioso, infatti, il grasso viscerale a sua volta fa aumentare la produzione di cortisolo che fa rinascere il bisogno di mangiare cibi dolci e grassi.
Sembra una situazione senza scampo ma in verità non lo è, si deve solo imparare a gestire le situazioni stressanti.
È stato infatti dimostrato che lo stress, di per sé, può essere anche positivo diventando uno stimolo di vita, tutto sta nel saperlo affrontare correttamente.
Innanzitutto per combattere bisogna conoscere il nemico, quindi, il primo passo da compiere è quello di individuare l’agente stressante.
Dopo aver determinato il problema è importante riconoscere che si sta vivendo una situazione d’ansia: spesso ciò è sufficiente per allentare la sua pressione.
Trovare una montagna nel proprio cammino può essere vissuto come un ostacolo o un evento che “insaporisce” la vita dando una scarica di adrenalina e l’opportunità di esplorare nuovi orizzonti. Tutto sta nel punto di vista. Il terzo passo per riuscire a gestire lo stress è dunque quello di cercare dicambiare il proprio modo di vedere le cose: quasi sempre, nel negativo, c’è qualcosa di positivo, benché sia difficile, bisogna cercare di vederlo e concentrarsi esclusivamente su quest’ultimo aspetto. (fonte piùsani più belli)
Le emozioni, che per tradizione scaturiscono dal cuore, sono difficilmente controllabili, tant’è che si dice “al cuore non si comanda”, ma in verità, l’uomo ha a sua disposizione una potente arma che può venirgli in aiuto: la respirazione.
Respirare è così “normale” che molti non vi prestano attenzione e non vi danno importanza. Assieme al battito cardiaco, gli atti respiratori scandiscono ogni istante della nostra vita. Respirazione e battito cardiaco, oltre ad essere legati nella sfera vitale, lo sono anche in quella emotiva, tensioni, preoccupazioni, gioie, sorprese, ansie e paure possono alterare i ritmi vitali così il cuore batte più forte e il respiro si fa corto e veloce.
Se su cuore “non si comanda”, sulla respirazione è più facile intervenire e agire sulle emozioni, andando a ritrovare l’equilibrio. Una situazione stressante altera la frequenza cardiaca rendendola più veloce e, conseguentemente, il respiro si fa più corto e affannoso. Regolarizzando il ritmo respiratorio, inspirando ed espirando profondamente, si andrà a intervenire anche sul battito cardiaco che pian piano ritornerà nella norma, in questo modo il livello d’ansia diminuirà notevolmente.
Chi non ha mai dato ascolto alla propria voce interiore? In ogni momento si intromette per dire ciò che pensa. Questa vocina è quello che gli americani chiamano self-talk, ovvero parlare con se stessi.
Se utilizzata correttamente può essere di grande aiuto, ma in caso contrario, potrebbe avere effetti devastanti.
Bisogna far sì che la vocina sia sempre positiva e propositiva: mai farle dire “non ce la farai mai!”. Dovrà essere uno stimolo, dovrà incoraggiare, dovrà essere la lucina che illuminerà i momenti bui.
Sembra impossibile poterla controllare, ma in verità non lo è: se in un momento stressate la vocina inizierà a dire cose negative, sarà sufficiente cacciarla per un attimo dalla testa e fare in modo che ritorni dicendo esattamente l’opposto.
Dopo un po’ di pratica la vocina avrà imparato che se non vuole essere cacciata, dovrà dire solo cose positive e, automaticamente, tutto sembrerà più facile!
Un’altra arma contro lo stress è il movimento che, producendo endorfine, è una vera e propria ricetta per il buon umore. Così, il rimedio a una giornata stressante non sarà quello di sfogarsi sui familiari, ma indossare un paio di scarpe da ginnastica e correre, correre, correre!
Vi siete mai chiesti da dove arriva la “flemma” tipica degli inglesi? Alcuni studi dicono che arrivi dal tea-time.
È stato infatti scoperto che il tè è in grado di abbassare i livelli di cortisolo, a ciò si aggiungono i benefici del “prendersi una pausa”, indipendentemente da tutto.
Così, anche in un momento estremamente stressante, magari a ridosso di una scadenza di lavoro, fare una pausa, servirà ad abbassare i livelli d’ansia. Ma le armi a disposizione per affrontare lo stress non sono finite!
Uscire con gli amici, guardare un film divertente in televisione, ascoltare musica, disegnare e ballare sono tutte attività che spazzano via lo stress.
Nel caso in cui il momento sia particolarmente delicato e se non vi siano impedimenti, nulla di più salutare che cercare aiuto in un cucciolo: gli effetti di tanta compagnia e un amore incondizionato sono veramente miracolosi.
Se a prima vista si potrebbe pensare che lo stress non abbia rivali, in verità, vincerlo è facile come bere un bicchier d’acqua, l’importante è non lasciarsi sopraffare, non abbattersi e reagire il prima possibile. (fonte piùsanipiùbelli)
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22/03/2012
No sesso? I moscerini si danno all'alcol -clicca per leggere articolo-
Esperimento di ricercatori dell'Università di San Francisco
La mancanza del sesso si affoga nell'alcol, almeno questo è quello che fanno i moscerini: lo ha osservato l'esperimento realizzato da un gruppo di ricercatori dell'Università della California di San Francisco, che ha scoperto una molecola a doppia azione, che collega una vita sessuale 'depressa' con la tendenza a 'bere', che potrebbe rivelarsi importante nell'uomo per combattere le dipendenze. Lo studio pubblicato sulla rivista Science, ha osservato che se le femmine del moscerino della frutta (Drosophila melanogaster) rifiutano le avances sessuali, i maschi delusi sono spinti a un eccessivo consumo di alcol e cominciano a preferire i cibi con un alto tasso alcolico, a differenza di quanto fanno i maschi 'soddisfatti'. Responsabile di questo comportamento è una molecola prodotta nel cervello dei moscerini, chiamata neuropeptide F e molto simile al neuropeptide Y presente nell'uomo. L'ipotesi dei ricercatori è che questa molecola potrebbe essere collegata alla dipendenza da alcol e droghe nell'uomo. L'esperimento è stato condotto ponendo in una teca un gruppo di moscerini maschi e un gruppo di femmine, di cui una parte ancora non fecondate. Mentre queste ultime accettano facilmente le attenzioni dei maschi, quelle già fecondate respingono i maschi, che dopo una serie di rifiuti abbandonano progressivamente l'interesse al sesso; tanto che anche se posti con sole femmine non fecondate non tentano neppure di approcciarle. Quando i maschi stati posti dinanzi a due contenitori con del cibo, uno dei quali ricco di alcol, i maschi 'rifiutati' hanno preferito molto più dei 'soddisfatti' la bevanda alcolica.(fonte ANSA)
06:41 Scritto da: ang2011 (Webmaster) in psicologia e sesso | Link permanente | Commenti (0) | Segnala |
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