Con poche gocce di queste essenze possiamo purificare l’ambiente in cui viviamo e contemporaneamente espellere malumori, tensioni e nervosismi
06/03/2012
Scopri gli oli essenziali di bergamotto e verbena -clicca foto x leggere -
Gli oli essenziali, oltre che per il loro benefico effetto sul corpo, possono avere un felice utilizzo anche nella purificazione dell’ambiente in cui viviamo o trascorriamo parecchie ore al giorno.
Aria leggera anche in ufficio
Al lavoro, siamo esposti non solo ai cattivi odori derivanti da smog, fumo e aria viziata, ma anche a malumori, tensioni e nervosismi. Gli oli essenziali di bergamotto e verbenahanno la duplice funzione di depurare l’ambiente facendo piazza pulita dei pensieri inquinanti.
Ecco il mix della serenità
8 gocce di olio essenziale di bergamotto, 6 gocce di essenza legno di rosa, 6 gocce di quella di verbena.
Mescolate in una bottiglietta di vetro scuro e versate 3 gocce del mix nel diffusore. In alternativa versatene 3 gocce su un fazzoletto e inalate al bisogno.
Cinque ricette per la casa
Dalla cucina al salotto i “diffusori” di aria pura
Eliminare gli odori sgradevoli e purificare l’aria è il presupposto ideale per favorire una buona respirazione. In questo modo, tutte le cellule del corpo sono ossigenate in maniera ottimale e possono così funzionare “a pieno regime”.
In cucina: 10 gocce di limone, 8 gocce di lavanda, 4 gocce di eucalipto, 4 gocce di rosmarino, 3 gocce di palmarosa. Mescolare gli oli essenziali in una bottiglietta di vetro scuro. Diluire 8 gocce in mezzo litro d’acqua per pulire tutte le superfici lavabili.
In bagno: 5 gocce di bergamotto, 10 gocce di lavanda, 5 gocce di cannella, 10 gocce di limone, 10 gocce di citronella. Mescolare gli oli essenziali in una bottiglietta di vetro scuro con il contagocce. Versare 3 gocce della miscela in un diffusore di coccio.
In salotto (e ancor di più in ambienti fumosi): 4 gocce di abete bianco, 3 gocce di cedro atlantico, 2 gocce di menta, 2 gocce di lemongrass. Mescolare in una bottiglietta di vetro scuro e porre 3-4 gocce nell’apposito diffusore.
In camera da letto: Per gli adulti: mettere nell’apposito diffusore, almeno 2 ore prima di coricarsi 2 gocce di camomilla, 2 gocce di neroli e 2 gocce di sandalo. Per i bambini: 2 gocce di mandarino, 1 goccia di rosa, 2 gocce di sandalo.
Nella cuccia del cane: Posizionate sul giaciglio dell’animale un cuscinetto su cui verserete 4-5 gocce di legno di cedro. Oltre a deodorare la cuccia, quest’ olio essenziale la disinfetta e tiene lontane zecche e pulci.
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26/02/2012
Creativi ma smemorati: la memoria «vacilla» -clicca foto-
la memoria «vacilla» quando il buon umore incalza
Il buon umore porta ad essere più creativi, ma anche smemorati. Ad affermarlo è il team guidato da Elizabeth Martin, ricercatrice dell'Università del Missouri di Columbia (Usa), che, in uno studio pubblicato su Cognition and Emotion, ha dimostrato che nei momenti di allegria la capacità di memorizzare i dati "vacilla".
Nel corso dell'esperimento, gli studiosi, dopo averne "registrato" lo stato d'animo, hanno suddiviso i partecipanti in due gruppi: ai primi hanno mostrato un filmato divertente - al termine del quale il loro umore è migliorato -, mentre ai secondi un video che forniva istruzioni su come installare una pavimentazione - che ne ha lasciato invariato il morale. Gli esperti hanno poi sottoposto i soggetti a un test mnemonico, nel quale coloro che avevano visto il video comico hanno ottenuti punteggi inferiori rispetto agli altri.
Secondo i ricercatori, anche se i risultati dimostrano che il buon umore influisce negativamente sulla memoria, non risulta necessariamente controproducente: "Anche se riduce l'abilità di memorizzazione, aumenta lacreatività e la capacità di risolvere i problemi", conclude Martin.
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25/02/2012
quando fare shopping diventa un'ossessione -clicca foto x leggere-
Se ne legge spesso. La shopper compulsiva. Una figura presente in molte serie televisive e in molte collane di libri che hanno costruito il proprio successo descrivendo in maniera 'spiritosa' e per molti versi positiva la figura della donna 'vittima dello shopping'. Eppure la sindrome della shopper compulsiva è tutt'altro che qualcosa di cui andare orgogliose.
Può causare seri problemi alla persona che ne soffre, e a chi le sta vicino. E colpisce sorprendentemente anche la popolazione maschile, smentendo così uno stereotipo. Per cercare di capire in maniera seria e completa questo problema abbiamo intervistato il Prof. Roberto Pani, Specialista e Professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia del Comportamento adulto all'Alma Mater Studiorum, Università di Bologna. Ecco cosa ci ha spiegato.
È possibile tracciare, per linee generali, un profilo della 'shopper compulsiva' tipica? (Parliamo al femminile perché lo consideriamo un problema che colpisce maggiormente la popolazione femminile ma siamo pronti ad essere smentiti)Anche l'uomo negli ultimi anni (2005-2009) è entrato gradualmente nella categoria dello shopper compulsivo, nella percentuale approssimativamente del 28 % rispetto alle donne. L'uomo giovane in discrete condizioni economiche acquista, a differenza della donna, oggetti di valore che simbolicamente rappresentano il potere. A volte anche ragazzi con pochi soldi si sforzano e si indebitano per mantenere compulsivamente tal tipo di collezione compulsiva.
Questi giovani comprano orologi e penne di valore, oggetti sportivi, accendini preziosi, telefonini all'avanguardia, computer di ultimissima generazione, strumenti per l'ascolto e la riproduzione della musica, ecc., a volte certe motorini.
Nel caso di persone ricche le auto acquistate sono veramente ingiustificate per il bisogno reale che ne avrebbero, come mi racconta un mio paziente, persona di affari che non potrebbe permettersi di cambiare così spesso l'auto. Un altro paziente mi racconta di compare auto usate e ne ha collezionate dieci non riuscendo davvero a usarle, ma è spinto da un bisogno di recuperare quel che da bambino ammirava delle auto di allora, per esempio Fiat 124, ecc.
Come si manifesta questo problema, come si riconosce la shopper compulsiva? Quali sono gli atteggiamenti e i comportamenti più frequentemente riscontrabili? Tali vistose esagerazioni sono spesso associate ad abusi, tipo gioco d'azzardo e altre attività rischiose e spericolate. Non è raro che l'alcol e sostanze eccitanti siano da compagnia a tali raid.
La donna assume un profilo diverso; lei comincia tra i trenta/quaranta anni, appartiene a una famiglia medio borghese, è discretamente piacevole di aspetto e motivata a indossare bei vestiti e accessori. Di solito, circa dieci anni prima, comincia a interessarsi al comprare che di per sé sarebbe una buona e gioiosa predisposizione umana, se questa giovanissima ragazza non sviluppasse una certa ansia e preoccupazione che la orienta a girare per negozi, rivelando già un po' una certa tendenza compulsiva. Il tempo che questa venticinquenne impiega a visitare i negozi e i magazzini delle città è notevole e colpisce l'enorme consumo di ore impiegate nell'arco della giornata, senza che vi sia ancora un vero acquisto: se è vero, però, che il tempo è denaro, bisogna pensare che queste ragazze spendano già molto denaro.
Naturalmente questo tempo acquista valore in relazione alla loro reale attività. Col passare del tempo vi è come una rottura degli impulsi che sono stati sino allora mantenuti sotto controllo. La donna comincia ad acquistare vestiti, scarpe, cinture sofisticate, poi abiti, bigiotteria, qualche finto gioiello. Molti vestiti, specialmente quelli serali, sono quasi sempre inutilizzati. Queste persone non sviluppano un senso di possesso verso questi acquisti, ma la roba rappresenta soltanto il mezzo strumentale per soddisfare un bisogno impellente di accapararsi qualcosa che rappresenta un vantaggio, ma che rimane fine a se stesso.
Segue a questo periodo ipomaniacale di buying un periodo down perchè aumenta la colpa e la vergogna verso se stessa e verso i familiari che osservano sbigottiti tali acquisti. Si crea però un circolo vizioso perche l'acquisto incontrastato prevede due o tre meccanismi di difesa dell'Ego, già individuati da Freud ai suoi tempi e poi da sua figlia Anna, nel 1936.
La negazione si svolge come rifiuto inconscio e magico-onnipotente di situazioni che sono invece evidenti su un piano di osservazione oggettiva. L'annullamento retroattivo consiste nell'annullare un'azione già svolta, ma della quale ci si pente, per cui si vorrebbe non averla compiuta. L'azione magica dell'annullamento è attuata e agita con un'altra azione ripetuta in modo uguale o maggiore a quella già svolta e già accaduta per disprezzare e svalorizzarne l'importanza reale. Si tratta di una sorte di disprezzo, di trionfo, di sfida e di dominio.
Come dire: ho speso troppo per oggetti che mai userò…. ma che mi importa, ne compro altri…. Così mi passa l'angoscia della colpa, questo che ho acquistato non vale niente, ne posso avere quanti voglio…. Al diavolo gli scrupoli!
Tale meccanismo accende un circolo vizioso: eccitazione per l'acquisto, colpa e vergogna, annullamento retroattivo con nuovi acquisti, colpa vergogna negazione e annullamento sino alla depressione e una nuova eccitazione tramite nuovi acquisti…
I vestiti e gli indumenti comprati di solito non vengono né goduti né utilizzati, ma il loro acquisto significa per la donna io esisto in quanto acquisto, perché mi nutro, in quanto posso controllare gli oggetti.
Quali possono essere le cause di questo disturbo, che a volte può diventare un vero e proprio problema anche per i familiari della persona che ne soffre? Le cause riportano a una personalità con un Sé inconsistente e fragile, che si difende strenuamente avendo trovato un metodo eccitante che soddisfa provvisoriamente sino a che non diventa malattia. L'eccitazione copre il vuoto di base, la mancanza di scopi, l'assenza del senso e del valore delle cose umane, la sensazione di essere sotto i riflettori caldi di un giudizio sempre scottante, cioè di non valere niente perché non si è all'altezza di quel che gli altri si aspettano, forse a partire da un atteggiamento inconsapevole e in buona fede dei genitori che però ha svalorizzato la bambina o il bambino, che poi si vendicherà prendendosi, si fa per dire, quel che non ha sentito suo e nutriente. Il feticcio statico, inutile non godibile ma che gonfia il proprio Sé.
Quali le terapie? Cosa si deve fare? A chi rivolgersi se si soffre di questo problema? I pazienti gravi vanno trattati farmacologicamente, specialmente quando mettono a repentaglio l'economia familiare o raggiungono livelli di eccitazione pericolosi, nel senso che alimentano un circolo improduttivo per se stessi perché possono portare anche a tentativi di suicidio. Spesso questa patologia si associa anche ad altre diagnosi, alle quali si sovrappongono (doppia diagnosi). Alcuni giocano d'azzardo e perdono altro denaro, altri assumono droghe e anche il ricovero può essere provvidenziale.
I farmaci più adatti si somministrano con prescrizione accurata integrando opportunamente serotoninergici con modulatori del tono dell'umore e anticiclotimici per controllare la depressione e, al tempo stesso, non gonfiare l'euforia reattiva alla melanconia da vuoto e noia e mancanza di prospettive autentiche. Il medico di presidio è lo psichiatra.
I casi meno gravi si dividono in chi è disponibile ad affrontare la propria situazione e può usufruire di una certa introspezione. Per questi pazienti la psicoterapia psicoanalitica con setting adeguato può essere proficua al fine di un recupero della resilienza, cioè ad una capacità di trasformazione delle risorse inespresse verso una rivalutazione e valorizzazione del Self.
Coloro, invece, che non hanno questa capacità di ascolto minimale e quindi non godono di una cassa di risonanza interiore anche minima, la terapia comportamentale risulta più adatta. Il medico o lo psicologo psicoterapeuta è lo specialista più adatto in entrambi questi casi.
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24/02/2012
Il cane è il migliore dei personal trainer -clicca foto x leggere-
Non c'è stanchezza o maltempo che tenga: per l'animale passeggiata d'obbligo e vantaggio dell'accompagnatore
Avere un cane in casa fa bene alla salute, perché costringe anche i padroni più pigri ad abbandonare il divano e a muoversi quel poco che occorre per proteggere il cuore. Lo dimostra una ricerca svolta dall'Università di San Diego presso due grosse cliniche veterinarie.
LO STUDIO - I ricercatori californiani hanno sottoposto un questionario a circa un migliaio di proprietari di cani. Tra quelli che hanno risposto, due su tre hanno dichiarato di occuparsi personalmente dell'uscita obbligata. Dalle risposte è emerso che, in questo modo, il 64 per cento di loro raggiungevano senza accorgersene i livelli di attività fisica raccomandati per prevenire le malattie del cuore e della circolazione da due importanti società scientifiche mediche come l'American College of Sports Medicine e l'American Heart Association. I proprietari che delegavano ad altri il dog walking, come chiamano gli americani la passeggiata col guinzaglio in mano, erano invece tendenzialmente più sedentari: poco più della metà si muoveva almeno quel tanto necessario per mantenersi in buona salute.
QUANTI PASSI PER LA SALUTE? - Per stare bene non occorre essere grandi sportivi. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità per guadagnare salute basta mezz'ora di attività fisica moderata (come si ottiene con una camminata a passo sostenuto, praticabile a tutte le età e anche se si è un po' acciaccati) almeno 5 giorni la settimana. I padroni che si fanno carico personalmente di portar fuori il cane, secondo i dati dello studio, fanno anche di più, camminando in media più di tre ore la settimana. Katherine Hoerster, che ha coordinato l’inchiesta, conosce bene, in quanto psicologa ed esperta di salute pubblica, la difficoltà di modificare stili di vita non corretti, come la sedentarietà: «Rispetto ad altre modalità di promozione dell'attività fisica in cui la persona non intravede alcun obiettivo e prima o poi abbandona il programma consigliato, l’avere un cane ha il vantaggio di fornire una motivazione precisa e inderogabile, da mantenere necessariamente a tempo indeterminato».
STRUMENTO DI PREVENZIONE - Negli Stati uniti quasi quattro famiglie su dieci hanno almeno un cane. In Italia la tendenza ad avere in casa l’animale è meno diffusa: una stima del Ministero della salute ne conta circa 7 milioni. Molti ci rinunciano proprio per non avere la schiavitù della passeggiata, mentre magari investono denaro in corsi e palestre per mantenersi in forma. Basta invece passare al canile per rimettersi in forma. E chi il fedele compagno ce l’ha già, non deve maledire le fredde serate in cui è costretto a portarlo a spasso, ma essergli grato per il guadagno di salute che gli procura, costringendolo a praticare ogni giorno l’attività fisica che gli occorre.
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16/02/2012
Come si ricordano i sogni.Perchè alcuni li ricordiamo altri no
Il ricordo dei sogni è legato alla presenza di onde cerebrali theta durante la fase REM del sonno.
Vi siete mai chiesti perché a volte ricordate i sogni appena fatti e a volte no? Un passo importante per capire le ragioni di questa incostanza della nostra memoria onirica è stato compiuto da un gruppo di ricercatori dell'Università di Roma "Sapienza" e dell'Associazione Fatebenefratelli per la ricerca (AfaR), in collaborazione con le Università dell'Aquila e Bologna, che ne riferiscono in un articolo pubblicato sul Journal of Neuroscience.
I ricercatori hanno infatti mostrato che solo se la corteccia cerebrale presenta oscillazioni elettriche lente durante la fase REM del sonno, le persone ricorderanno il sogno appena prima del risveglio. Se queste oscillazioni lente con una frequenza da 5 a 7 Hz, chiamate onde theta, sono presenti sulle aree frontali mediali, al successivo risveglio i sogni saranno ricordati e questo è lo stesso meccanismo che si riscontra anche per la cosiddetta memoria episodica durante lo stato di veglia.
"Quando si chiede a una persona di ricordare fatti e situazioni apprese nel corso della giornata - spiega Luigi De Gennaro, coordinatore della ricerca - la presenza di specifiche oscillazione elettriche con frequenza lenta nelle aree frontali rende possibile il ricordo di quell'episodio. Se questo non accade, la memoria dell'evento apparentemente sarà perduta per sempre".
I risultati dello studio riescono a semplificare e a dare un quadro unitario alle nostre conoscenze sulle basi cerebrali dell'esperienza onirica: sono sempre le stesse aree cerebrali e meccanismi neurofisiologici simili a permettere l'accesso a ricordi episodici, indipendentemente che si tratti di un individuo sveglio o che sta sognando.
Lo studio chiarisce anche perché la cosiddetta anoneria, cioè la perdita di qualsiasi ricordo dei sogni dopo lesione cerebrale, sia conseguenza o di una lesione della giunzione temporo-parieto-occipitale o della corteccia prefrontale mediale. Si tratta, in sostanza, delle stesse aree cerebrali che permettono a soggetti senza alcun danno cerebrale di ricordare i sogni solo in presenza di specifiche oscillazione elettriche.
"L'altro aspetto dello studio - aggiunge Luigi De Gennaro- è che, una volta di più, si conferma che l'esperienza del sogno non sia limitata alle fasi REM del sonno ma, seppure con caratteristiche e basi neurali diverse, si riscontra in tutte le fasi del sonno. In tal caso, il successivo ricordo dei sogni è legato non alla presenza, ma al contrario all'assenza sulla corteccia temporo-parietale destra di oscillazioni con frequenza da 8 a 12 Hz, chiamate onde alpha".
"In sostanza - conclude De Gennaro - non sappiamo ancora perchéricordiamo o dimentichiamo i sogni, ma abbiamo finalmente identificatocome ricordiamo e come dimentichiamo. Il nostro compito di neuroscienziati è di capire i meccanismi, mentre lasciamo agli psicoterapeuti e agli psicoanalisti la risposta sulle cause ultime". (gg)
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14/02/2012
La psicologa: “Così il pc diventa una droga”
Quando si parla di rapporto con il computer, c’è una regola che va tenuta un gradino sopra tutte le altre: non esagerare. Come si dice per i medicinali, ogni eccesso, mouse e tastiera alla mano, può provocare effetti indesiderati. Alcuni, anche molto seri. Ne parliamo con la dottoressa Francesca Saccà, psicologa a Roma.
Si può parlare di un fenomeno di dipendenza psicologica causata da un eccessivo uso del computer?
Più corretto parlare di dipendenza da Internet, che in letteratura scientifica viene considerata analoga a fenomeni come lo shopping compulsivo o il gioco d’azzardo patologico. Ma oggi, si sa, computer e Internet sono diventati una sola cosa: social network, instant messaging, posta elettronica e tutto il resto, se usati in modo intensivo, possono creare problemi seri.
Quali sono i sintomi di questa dipendenza?
Lo stile di vita di una persona cambia profondamente: il mondo virtuale diventa l’unico centro di interesse, ogni cosa collegata al mondo reale perde di significato. La propria salute passa in secondo piano: niente più attività fisica, poco sonno e in orari sbagliati, sensazione di malessere psicologico quando si è lontani dal computer…
Risultato?
Si trascurano la famiglia e gli amici, il lavoro e i doveri personali. Ci si chiude in se stessi, convinti che in quel microcosmo fatto di solo computer e web ci sia tutto quello che ci serve. A scuola, come al lavoro, le conseguenze sono pessime. Dal punto di vista del portafogli, poi, si rischia grosso: pensiamo a chi usa il pc per partecipare ad aste on line o giocare d’azzardo, per esempio…
E la salute?
La dipendenza da Internet provoca numerosi problemi fisici che possono insorgere stando a lungo seduti davanti al computer: disturbi del sonno, irregolarità dei pasti, scarsa cura del corpo, mal di schiena, stanchezza degli occhi, mal di testa, sindrome del tunnel carpale…
Si può quantificare un periodo al computer tale da far rischiare la dipendenza?
E’ difficile, perché le conseguenze variano di persona ...... in persona. Ma ragioniamo sulle 50 ore alla settimana, senza considerare il lavoro e la scuola, naturalmente…
Come si risolve una dipendenza come questa?
È molto importante che la persona che soffre di dipendenza da Internet venga seguita da uno psicologo- psicoterapeuta, l’unico che può aiutarla a capire l’origine del disturbo e farle apprendere tecniche di “disintossicazione” dalla Rete.
Quali sono queste tecniche?
Ce ne sono diverse. Per esempio, gestire il tempo che di solito si usa per restare on line, con un hobby o altra cosa diversa dal pc. L’impegno in una attività piacevole impedirà di sentire la mancanza di Internet e il desiderio di collegarsi. Oppure fare una classifica dell’importanza delle cose a cui si rinuncia, pur di usare il pc: questo esercizio aiuta il soggetto a prendere consapevolezza delle scelte e delle rinunce conseguenti alla propria dipendenza. O ancora fissare nuovi punti fermi cui collegare l’interruzione dell’uso del computer: all’ora x devo andare a dormire? Spengerò il pc 10 minuti prima. Infine, riflettere sulle proprie abitudini d’uso di Internet e cercare di fare l’opposto. Per esempio, se ci si collega la sera, provare a farlo il giorno; se si utilizza il computer nello studio, spostarlo nella camera. Tutto questo contribuisce a distruggere le abitudini e accompagna il soggetto verso il cambiamento.
E se tutto questo non dovesse risultare efficace?
Nei casi di dipendenza più grave, può essere utile entrare a far parte di un gruppo di auto-aiuto o intraprendere una terapia di gruppo, per condividere le proprie esperienze con altri e trovare una rete di sostegno psicologico. Una volta identificati i problemi che hanno favorito lo sviluppo della dipendenza, è importante impegnarsi nel risolverli. Se, per esempio, il problema è la mancanza di un lavoro, si può pensare alle diverse strategie per trovarne uno e metterle poi in pratica. Questo porta ad impegnare il proprio tempo, in modo da non sentire la mancanza della Rete, e genera gratificazione.
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13/02/2012
SAN VALENTINO: la festa degli innamorati
Da dove nasce la celebrazione? Chi era San Valentino? La vera storia della festa degli innamorati
La festa degli innamorati trova le sue radici sin dalll'epoca romana. Per gli antichi Romani, infatti, Febbraio era considerato il mese in cui ci si preparava all'arrivo dellaprimavera, simblo di rinascita e prosperità. Si iniziavano iriti della purificazione: le case venivano pulite e vi si spargeva del sale ed una particolare farina.
Verso la metà del mese iniziavano poi le celebrazioni deiLupercali(dèi che tenevano i lupi lontano dai campi coltivati).I Luperici, l'ordine di sacerdoti addetti a questo culto, si recavano alla grotta in cui, secondo la leggenda, la lupa aveva allattato Romolo e Remo e qui compivano i sacrifici propiziatori. Il sangue degli animali veniva poi sparso lungo le strade della città, come segno di fertilità.
Il vero "evento" per la gioventù romana di allora era però una specie dilotteria dell'amore. I nomi delle donne e degli uomini che adoravano questo Dio venivano messi in un'urna e opportunamente mescolati. Quindi un bambino sceglieva a caso alcune coppieche per un intero anno avrebbero vissuto in intimità affinchè il rito della fertilità fosse concluso. L'anno successivo sarebbe poi ricominciato nuovamente con altre coppie.
La festa diSan Valentinovenne istituita nel496, quando papa Gelasio I decise di contrapporre alla festività pagana della fertilità sostituendola con una ispirata almessaggio d'amorediffuso dall'opera di San Valentino. Il Santo, infatti, fu condannato perchè univa in matrimonio coppie a cui l'imperatore Claudio aveva negato il consenso.
Tante altre sono le leggende entrate a far parte della cultura popolore che hanno legato la festa degli innamorati al Santo.
Una leggenda narra che Valentino, graziato ed "affidato" ad una nobile famiglia, avrebbe compiuto il miracolodi ridare la vista alla figlia cieca del suo carceriere. Valentino, teneramente legato alla giovane, la salutò con un messaggio d'addio che si chiudeva con le parole:dal vostro Valentino....
Un'altra leggenda narra come un giorno il vescovo, passeggiando, vide due giovani che stavano litigando ed andò loro incontro porgendo unarosae invitandoli a tenerla unita nelle loro mani: i giovani si allontanarono riconciliati.
Secondo un altro racconto popolare, Valentino, già vescovo di Terni,unì in matrimoniola giovane cristiana Serapia, gravemente malata, e il centurione romano Sabino; l'unione era ostacolata dai genitori di lei ma, chiamato dal centurione al capezzale della giovane morente, Valentino battezzò dapprima il giovane soldato e quindi lo unì in matrimonio alla sua amata, prima che entrambi cadessero in un sonno profondo.
19:26 Scritto da: ang2011 (Webmaster) in Varie | Link permanente | Commenti (0) | Segnala |
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31/01/2012
Sanremo, Poli Bortone: Sciopero tv contro compenso Celentano
300mila euro sono tanti per 'predicatore francescano'
"E se facessimo uno sciopero della tv appena Celentano compare sul palco di Sanremo?". E` quanto propone su Twitter la senatrice Adriana Poli Bortone, cofondatrice di Grande Sud. "Trecentomila euro per ogni mezzora - scrive ancora - sono tanti per un predicatore francescano come Celentano vuol farsi passare".
Nei giorni scorsi la senatrice Poli Bortone, ricorda una nota, aveva definito "uno schiaffo a chi soffre i 750mila euro che saranno dati a Celentano per partecipare al Festival, tutto questo mentre stiamo facendo le pulci giustamente ai parlamentari, di meno ai consigli regionali, sinceramente molto agli italiani medi, oberati dalle tasse".
08:55 Scritto da: ang2011 (Webmaster) in Varie | Link permanente | Commenti (7) | Segnala |
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20/01/2012
una canzone per Simoncelli...... avrebbe compiuto 25 anni!
Una canzone per Marco Simoncelli nel giorno del 25/o compleanno, che il 'Sic' avrebbe festeggiato oggi. 'Marco piega a mille all'ora' e' il titolo del brano che gli ha dedicato il cantautore e musicista lucchese Stefano Picchi. La canzone, scritta con il consenso dei familiari di Simoncelli, sara' diffusa oggi dalle radio. Il cantautore l'ha regalata ai genitori del 'Sic': ''Possono farne l'uso che vogliono. Se avra' ritorni economici, andranno nelle casse della Fondazione Marco Simoncelli''.Il cantautore ha avuto questa idea ascoltando in tv il papà di Simoncelli che diceva di far 'casino' per ricordare il figlio e non chiedeva silenzio. "In quel momento ho pensato come potevo contribuire a soddisfare il desiderio di quel padre. Visto che so fare solo canzoni gli ho dedicato un brano", spiega Picchi. Questo il ritornello della canzone:
"Marco piega a mille all'ora, Marco non ha paura a ogni curva che verrà ginocchio a terra". La canzone l'ha regalata ai genitori del 'Sic', consegnandola loro di persona già incisa. "Possono farne l'uso che vogliono. Se avrà ritorni economici, questi confluiranno nelle casse della Fondazione Marco Simoncelli Onlus, nata per aiutare soprattutto bambini in difficoltà". Picchi, attraverso Kate, la fidanzata di Marco, ha incontrato i genitori del motociclista a Coriano. "E' stato un incontro commovente - ricorda Stefano - Ho spiegato a Marco e Rossella Simoncelli che la canzone voleva essere un modo per parlare di un ragazzo di principi schietti, una perla rara".(FONTE ANSA)
09:25 Scritto da: ang2011 (Webmaster) in Varie | Link permanente | Commenti (0) | Segnala |
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16/01/2012
16 Gennaio il GIORNO DEL NULLA
Il 16 gennaio è chiamato Giorno del Nulla. Si tratta di un non-evento osservato per la prima volta nel 1973. Non c’è nulla che parla del Giorno del Nulla, che è sicuramente coerente.
09:02 Scritto da: ang2011 (Webmaster) in Varie | Link permanente | Commenti (0) | Segnala |
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